L’assegno postdatato: effetti e rimedi

Emettere un assegno bancario postadato è illegale, ma in Italia la pratica è ancora molto diffusa. Scopriamo cosa accade se ce ne capita uno fra le mani

L’emissione degli assegni postdatati è una pratica molto diffusa in Italia. Serve a ritardare il momento dell’effettivo pagamento di merci e servizi: pensiamo alla necessità di sostenere una spesa (ad esempio, quella del dentista) ma di non essere momentaneamente in possesso dei soldi necessari. Con l’emissione di un assegno postdatato andiamo a ritardare nel tempo l’addebito sul conto corrente. Il beneficiario avrà tra le mani un titolo da utilizzare nei tempi concordati, in grado di costituire una valida “garanzia” assimilabile, per certi versi, a una cambiale. Ma cosa accade se emettiamo o riceviamo un assegno postdatato? A quali conseguenze possiamo andare incontro? E in che modo possiamo “regolarizzare” questa cattiva pratica?

 

Prima di comprendere a cosa andiamo incontro se entriamo in possesso di un assegno postdatato, o ne emettiamo uno, dobbiamo chiarire che l’emissione di un assegno postdatato è illegale.  Tuttavia, non si tratta più di un reato penale, illecito scomparso dall’entrata in vigore del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, ma di un reato che prevede solamente una sanzione amministrativa per l’evasione dell’imposta di bollo.

 

Al di là di questa innovazione relativamente recente, la base normativa per comprendere quali siano le conseguenze derivanti dall’emissione e dalla circolazione di un assegno postdatato è ancora il R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, la cosiddetta “legge sull’assegno bancario”. Secondo quanto sostiene tale legge, “l’assegno bancario è pagabile a vista. Ogni contraria disposizione si ha per non scritta. L’assegno bancario presentato al pagamento prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno di presentazione”. In termini più concreti, tutti gli assegni sono pagabili a vista, cioè nel momento in cui entrano nella disponibilità del beneficiario e vengono presentati allo sportello bancario, compresi quelli con data posticipata. Considerato che ogni altra disposizione “si ha per non scritta”, a nulla servono eventuali altri accordi tra le parti. Anche se, in presenza di un accordo formale di non incassare l’assegno entro la data indicata, potrebbero verificarsi ipotesi di inadempimento contrattuale in capo al beneficiario.


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