Lavorare con l’estero, ecco quali rischi corriamo

Operare con l’estero può portarci tanti vantaggi, ma attenzione a non affrontare con superficialità i business internazionali: i pericoli e i rischi sono dietro l’angolo
Europa rischio

Le ultime statistiche in materia di commercio estero ci dicono che la crescita internazionale è una delle strade preferite dai liberi professionisti e dalle imprese che vogliono reagire alla crisi economica italiana. Vendere all’estero permette di diversificare il proprio giro d’affari, aumentare la competitività e, in generale, sottrarsi al triste destino di chi dipende dalla sola domanda interna. Ma attenzione: il business estero non è privo di pericoli, anche per gli imprenditori e i professionisti più esperti. Ci sono infatti dei rischi da considerare, vediamo quali.

Rischio Paese

Il primo rischio che si affronta commerciando con l’estero è il Rischio Paese, ossia il rischio che il denaro o altri beni posseduti dal nostro cliente straniero non possano essere disponibili per cause decise dal governo o da altre autorità locali.

Si tratta di un rischio che è indipendente dalla bontà del cliente, poiché è influenzato da elementi esterni, come una guerra, una nazionalizzazione, o misure che restringono i movimenti di capitali verso l’estero.

Stimare il Rischio Paese è molto difficile, poiché spesso gli eventi colgono di sorpresa anche gli osservatori più attenti. Tuttavia, esistono alcuni strumenti che ci permettono di comprendere se stiamo operando con un Paese “rischioso” oppure dal clima sereno.

Per esempio, la Country Risk Map predisposta da SACE ci permette di individuare il Rischio Paese sulla base della nostra attività e, di conseguenza, poter avere sotto controllo il “termometro” dei contesti globali.

Rischio Controparte

Mentre il Rischio Paese è un elemento da considerare solo nei rapporto con l’estero, il Rischio Controparte è un pericolo comune a qualsiasi operazione di vendita. Per tale si intende infatti il pericolo che il nostro cliente non riesca a pagarci per cause legate alla sua affidabilità e alla sua capacità di credito.

Nel commercio con l’estero, tuttavia, il Rischio Controparte risulta essere accresciuto rispetto a quanto accade in Italia. Le distanze geografiche, infatti, rendono molto più difficoltoso capire la capacità di rispondere ai propri obblighi da parte del cliente e, spesso, anche il semplice rivolgersi alla banca o a società di consulenza specializzate per ottenere informazioni commerciali non è una via efficiente.

Per tutelarci dal Rischio Controparte è possibile stipulare specifici accordi con la nostra banca. Intese però che spesso sono molto costose e piene di limiti che ne riducono la convenienza.

Rischio Banca

Il Rischio Banca è il pericolo che la banca non effettui pagamenti perché si trova in condizioni di difficoltà economiche. A causa di ciò quindi la banca non può effettuare quanto richiesto dalla propria clientela nei modi e nei termini d’uso.

Il mito della “non fallibilità” delle banche è oramai caduto e la crisi recente ci sta confermando che anche gli istituti di credito possono estrare in profonde difficoltà. Tuttavia, ancora oggi il rischio che una banca “fallisca” (o, meglio, finisca in amministrazione controllata) è piuttosto basso, ed è relativo a casistiche molto limitate, spesso relative a quei Paesi con un pericolo maggiore.

Rischio Tasso

Il Rischio Tasso è il tipico pericolo che corriamo con un finanziamento bancario a tasso indicizzato. Pensiamo a quando importiamo una merce dall’estero con ricorso a un finanziamento specifico a tasso variabile: l’incremento del parametro preso come riferimento dal tasso variabile potrebbe rendere molto più costosa l’intera operazione.

Prevedere il Rischio Tasso non è mai semplice, poiché occorre una grande analisi previsionale sull’andamento dei tassi di riferimento sui mercati finanziari. Per esempio, se abbiamo stipulato un finanziamento parametrato all’Euribor a 6 mesi dovremmo cercare di prevedere quale sarà l’andamento di tale parametro.

 

Rischio cambio

Il Rischio Cambio è un pericolo cui andiamo incontro se paghiamo o incassiamo non all’emissione della fattura ma in un momento successivo. In particolare, corriamo il rischio che le oscillazioni delle quotazioni della valuta straniera modifichino la convenienza dell’operazione: se compriamo potremo spendere un importo maggiore rispetto a quanto stabilito inizialmente, mentre se vendiamo potremo incassare un importo inferiore rispetto a quanto stabilito al momento della firma del contratto.

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