Come funziona il regime contabile semplificato

Ecco quali sono gli obblighi contabili da seguire se scegliamo questa strada

Scegliendo il regime semplificato, sono due gli obblighi ai quali dobbiamo sottostare dal punto di vista contabile:

 

-       il registro Iva degli acquisti e delle vendite,

-       il libro unico del lavoro, in cui annotare le varie scritture per l’eventuale personale dipendente.

 

Nel registro dell’Iva devono essere riportate tutte le operazioni che costituiscono un reddito, anche se non sono utili dal punto di vista dell’Iva. Un esempio di operazione non valida ai fini dell’Iva è l’acquisto di valori bollati, in quanto esente, ma utile da annotare per poterla scaricare dalle tasse. È importante indicare sempre la data in cui incassiamo la nostra parcella e la data delle fatture di spesa. Si può scegliere di annotare gli incassi e i pagamenti anche in un altro registro, tuttavia è suggerita l’annotazione sul solo registro Iva.

 

Come fare un’annotazione

La scelta di annotare tutto sul registro Iva, come detto, è quella consigliata. A questo punto, tutte le fatture e le spese sostenute devono essere riportate sul registro entro 60 giorni dall’incasso o dal pagamento. Ogni operazione annotata nel registro deve contenere le seguenti informazioni:

 

-       l’importo lordo del pagamento (o spesa) decurtato degli eventuali rimborsi spese;

-       la ritenuta d’acconto del 20%;

-       il nome o ragione sociale, oltre al comune di residenza di chi ha effettuato il pagamento;

-       i riferimenti del documento contabile, come per esempio quelli della fattura, della parcella o della nota di spesa.

 

Le date sono importanti

La questione della data è fondamentale per la definizione del nostro reddito annuale, perché viene utilizzato il cosiddetto principio di cassa. Ovvero, il nostro reddito annuale è costituito da quello che incassiamo effettivamente e non da quello che è indicato nelle nostre parcelle. Potrebbe capitare, infatti, che per l’anno in corso emettiamo una parcella di 5.000 euro più Iva e che il nostro committente ci paghi solo 3.000 euro per quest’anno, rinviando il pagamento del resto all’anno successivo. In questo caso, il nostro reddito lordo sul quale calcoleremo le tasse è costituito solo da quanto percepito realmente, e quindi solo sui 3.000 euro incassati.

Commenti all'articolo

Argomenti correlati