Il regime agevolato per i contribuenti “minimi”

Dal 2012 per questo regime valgono nuove regole, come l’aliquota unica del 5% in sostituzione di tutte le tasse

Quando apriamo una partita Iva, la scelta del regime fiscale, cioè l’insieme di regole che dovremo adottare in materia di Fisco, è decisiva. Tra quelli esistenti, il regime agevolato per i contribuenti minimi è fra i più vantaggiosi, anche se è sempre buona regola consultarsi con un esperto prima di fare questa scelta che dipende dalla situazione specifica di ciascuno di noi.

Introdotto nel 2007, il regime dei “minimi” presenta, dal 1° gennaio 2012, forti novità e nuove regole. Prevede sostanzialmente due grandi vantaggi: un unico contributo sostitutivo di tutti i contributi e le tasse e una forte semplificazione dal punto di vista degli adempimenti contabili. Ma vediamo questi aspetti nel dettaglio.

Intanto, chi sceglie questo regime non è tenuto a versare l’Irpef e le eventuali addizionali stabilite a livello regionale e comunale, oltre all’Iva e all’Irap. In sostituzione di queste, fino al 31 dicembre 2011 si versava un unico contributo forfettario pari al 20% del reddito; dal 1° gennaio 2012, applicate le nuove regole, il contributo unico che sostituisce tutte le imposte è, invece, del 5%. Una forte agevolazione.

Il reddito, ricordiamolo, si ottiene sottraendo dai compensi le spese inerenti alla nostra attività sostenute durante l’anno solare. Inoltre, si possono dedurre dal reddito lordo i contributi versati per la pensione.

 

Altri vantaggi

Il regime dei minimi prevede l’esonero da una serie di obblighi che sono invece previsti in quello ordinario, come, ad esempio, tutti gli adempimenti contabili relativi alla gestione dell’Iva. Infatti, le fatture emesse non devono indicare l’Iva perché esenti. È prevista, inoltre, l’esclusione dagli altri obblighi contabili legati alla tenuta dei registri, compresi gli elenchi dei clienti e fornitori. Così come l’esclusione dagli studi di settore e dall’invio della certificazione dei compensi e delle spese superiori ai 3.000 euro.

Gli unici obblighi dal punto di vista contabile riguardano la conservazione delle fatture d’acquisto e, in generale, di tutti i documenti emessi e ricevuti, compresa la certificazione dei corrispettivi.

 

I requisiti per accedere al regime dei “minimi”

Possono accedere a tale regime solo le persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa, arte o professione o che l’abbiano intrapresa dopo il 31 dicembre 2007, data di introduzione di questo regime nel nostro sistema fiscale. In particolare, possiamo ricorrere al regime dei minimi se:

 

  • nei tre anni precedenti l’apertura della partita Iva non abbiamo esercitato nessuna attività d’impresa, artistica, artigianale o professionale, nemmeno in forma familiare o associata;
  • l’attività che andremo a svolgere non è in nessun modo riconducibile a trasformazione o prosecuzione di un’attività precedentemente svolta, come lavoratore sia autonomo sia dipendente; è ammessa un’eccezione solo nel caso in cui tale attività consista nel periodo di pratica obbligatoria svolta per l’esercizio di arti o professioni;
  • l’attività che andremo a svolgere è la prosecuzione di una precedente attività svolta da un altro soggetto e l’ammontare dei ricavi del precedente periodo d’imposta non è superiore ai 30.000 euro.

 

Per il 2012, coloro che applicano il regime dei minimi già da qualche anno dovranno verificare se i loro requisiti corrispondono alle nuove regole. In caso contrario, saranno esclusi dai benefici. Per coloro che saranno obbligati a fuoriuscire dal regime dei minimi, comunque, la legge ha previsto il mantenimento di alcuni vantaggi specifici, a favore dei cosiddetti “ex minimi”.

 

In linea generale, il regime agevolato per i contribuenti minimi ha una durata massima di cinque anni (ovvero il periodo d’imposta in cui è iniziata l’attività e i quattro anni successivi). Dopodiché si passa al regime ordinario. Tuttavia, questa disposizione è stata in seguito attenuata, prevedendo una durata maggiore dei cinque anni appena citati a favore dei lavoratori più giovani, che possono invece beneficiare del nuovo regime dei minimi fino al compimento del trentacinquesimo anno d’età. In poche parole, un giovane di 25 anni che apre partita Iva e ha le carte in regola per aderire al regime dei minimi, potrà beneficiare dei vantaggi di questo regime per dieci anni e non solo per i cinque previsti inizialmente.

 

Alcune nuove regole sul regime agevolato dei minimi, come l’aliquota sostitutiva di tutte le tasse abbassata dal 20% al 5%, hanno migliorato notevolmente i vantaggi, ma altre disposizioni hanno reso più restrittivi i requisiti necessari per accedervi. Qualcuno già pensa che saranno molto pochi i fortunati che potranno ricorrere ancora a questo regime.

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