Gestione Iva, ecco come funziona

A ogni fattura che emettiamo, aggiungiamo sempre la dicitura : “più Iva”. Significa che incassiamo per il Fisco una tassa che poi dobbiamo restituire. Scopriamo come funziona la gestione dell'Iva per un libero professionista.
IVA

L’Iva è una tassa che si paga sui consumi e sulle prestazioni di professionisti e imprese. Ogni volta che andiamo al supermercato e acquistiamo lo yogurt, il latte o la pasta, sul costo di questi prodotti paghiamo, in più, l’Iva. Lo stesso avviene quando chiamiamo l’idraulico a ripararci lo scaldabagno di casa.

In Italia esistono tre aliquote Iva. La prima percentuale Iva è quella del 4% che si applica ai beni e servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari e i giornali; la seconda percentuale è quella del 10%, applicata soprattutto nel settore del turismo, e quindi soprattutto nei ristoranti, bar, hotel, stabilimenti balneari e strutture invernali, oltre a particolari ambiti dell’edilizia e di prodotti alimentari; la terza aliquota, la più elevata, è quella del 21% ed è la percentuale che si applica normalmente sui consumi, sulle prestazioni e sui servizi professionali in generale.

 

Lavoro autonomo e Iva

Il lavoro autonomo ha un legame stretto con l’Iva. Infatti, qualsiasi professionista come noi, nel momento in cui decide di avviare un’attività in proprio, per prima cosa deve richiedere all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione di un numero di partita Iva. Questo numero viene assegnato al momento di inizio dell’attività: abbiamo 30 giorni di tempo per richiederla. Il numero di partita Iva, composto da 11 cifre, è una sorta di carta d’identità di tipo fiscale, collegata alla nostra attività professionale. Il numero di partita Iva che ci viene assegnato serve per la gestione degli aspetti fiscali, previdenziali e assistenziali che ci riguardano.

Il numero di partita Iva rimane sempre lo stesso fino alla fine della nostra attività professionale. Inoltre, deve essere indicato sempre nelle parcelle, nelle ricevute, nelle comunicazioni che si effettuano e anche nella home page del nostro sito Internet.

 

Come gestire l’Iva

A questo punto, dobbiamo gestire l’Iva: sia l’Iva che incassiamo quando emettiamo una fattura sia l’Iva che paghiamo quando acquistiamo beni legati alla nostra professione. Per farlo bisogna usare un registro Iva, in cui da un lato viene elencata l’Iva a debito, ovvero quella che noi incassiamo tutte le volte che ci pagano il nostro lavoro, e dall’altra quella a credito, cioè quella che paghiamo quando acquistiamo prodotti e servizi utili per lo svolgimento della nostra attività.

Ogni mese tireremo le somme e, se risultasse un debito Iva, questo andrà corrisposto al Fisco. Al contrario, se dovesse risultare un credito Iva, sarà liquidato nel periodo successivo. In altre parole, quando abbiamo un debito Iva dobbiamo pagarlo subito; se invece abbiamo un credito, il Fisco non ce lo rimborsa immediatamente ma lo scala nel periodo successivo. Questa gestione dell’Iva si chiama “autoliquidazione Iva” e si deve effettuare, come abbiamo visto, ogni mese oppure – per i professionisti con contabilità ordinaria o semplificata e con un volume di affari pari o sotto i 400mila euro annuali – è prevista la possibilità di auto liquidare l’Iva ogni tre mesi. In questo caso bisogna aggiungere un 1% in più di costo.

 

La comunicazione annuale dati Iva

Il punto di arrivo della gestione dell’Iva è la dichiarazione annuale, chiamata in gergo tecnico “comunicazione annuale dati Iva”. Questo documento va predisposto entro il 28 febbraio di ogni anno: è una sorta di riepilogo di tutte le liquidazioni Iva mensili e trimestrali che abbiamo fatto l’anno precedente.

Deve essere comunicato all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite commercialista o altro intermediario autorizzato. Successivamente riceveremo una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate che attesterà la ricezione dei documenti. La comunicazione annuale sull’Iva è il documento contabile più importante: è su questo che l’Agenzia svolge tutti i suoi controlli, accertamenti e rettifiche.

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