La ritenuta d’acconto, quando va applicata

Ecco come calcolare l'importo della ritenuta quando fatturiamo ai titolari di partita Iva

Durante la nostra attività professionale ci capita di fatturare sia a clienti che non hanno la partita Iva, sia a società o a liberi professionisti che invece possiedono la partita Iva.

Dobbiamo stare attenti a non sottovalutare questa differenza, perchè  se il nostro cliente ha la partita Iva quando fatturiamo dovremo indicare la ritenuta d’acconto, mentre se il nostro cliente non ha la partita Iva la ritenuta non va indicata.

La ritenuta è la parte del nostro compenso che non ci viene pagata dal cliente, ma che viene versatata dallo stesso cliente allo Stato, come anticipo delle nostre imposte.

Se in fattura indichiamo pertanto la ritenuta, il compenso che ci sarà pagato dal cliente sarà al netto della trattenuta stessa.

 

ESEMPIO
Ipotizziamo di essere un consulente. Nel mese di maggio prestiamo un servizio a una società, concordando un compenso di 1.000 euro. Il compenso netto che riceveremo sarà di 800 euro (1.000 euro meno la ritenuta del 20%, pari a 200 euro).

 

IL MECCANISMO DELLA RITENUTA
La ritenuta si calcola sui compensi che noi titolari di partita Iva fatturiamo nei confronti di imprese o professionisti che a loro volta possiedono la partita Iva.

In tutti questi casi il cliente che riceve la nostra prestazione ci corrisponde l’importo pattuito al netto della ritenuta (che deve essere da noi indicata in fattura).

Il nostro cliente dovrà poi versare allo Stato l’importo che ci ha trattenuto, entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento, utilizzando il modello F24.

 

La percentuale della ritenuta è il 20% del compenso.

 

ESEMPI
  • Ipotizziamo di essere un geometra. A giugno 2012 prestiamo un servizio a una persona fisica non titolare di partita Iva, per un importo di 1.000 euro + Iva 21%. Al pagamento della fattura incasseremo 1.210 euro.
  • Ipotizziamo di essere un geometra. A luglio 2012 prestiamo un servizio a un libero professionista titolare di partita Iva, per un importo di 1.000 euro + Iva 21%.  Al pagamento della fattura, incasseremo 1.010 euro.
    L’importo si calcola in questo modo: 
    1.000 + 21% Iva = 1.210 (importo Iva compresa)
    1.000 x 20%  = 200 (ritenuta che cliente trattiene dal nostro compenso)
    1.210 – 200 = 1.010 (importo che incassiamo)


La ritenuta viene definita a titolo di acconto perchè, dopo che abbiamo incassato il pagamento al netto della ritenuta, dovremo comunque dichiarare a fine anno il compenso fatturato e sottrarre poi, dall’imposta da versare, la somma già trattenuta a titolo di acconto.

ESEMPIO
Nel corso del 2010 abbiamo fatturato a titolari di partita Iva 10.000 euro, subendo quindi trattenute complessive a titolo di acconto per 2.000 euro.
A fine anno il nostro reddito complessivo (comprensivo dei 10.000 euro fatturati a titolari di partite Iva) è di 60.000 euro.
Calcolando l'Irpef si ottiene un'imposta lorda di 19.000 euro. L'imposta netta da versare sarà: 19.000 - 2.000 (imposte già versate allo Stato dai nostri clienti) = 17.000 euro.

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