Congedo parentale e malattia per gli iscritti alla gestione separata

Anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps possono richiedere indennità di malattia domiciliare e congedo parentale (ovvero la maternità facoltativa)

Secondo recenti disposizioni anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata Inps hanno la possibilità di richiedere indennità di malattia domiciliare e congedo parentale (ovvero la maternità facoltativa). Lo rende noto Acta, l’Associazione dei consulenti del terziario avanzato, che ne dà ampia comunicazione sul suo sito, rivendicando la lunga mobilitazione e le iniziative per ottenere questi diritti per la categoria. Sempre sul sito si trovano anche le istruzioni per accedere ai nuovi servizi che scattano retroattivamente dal primo gennaio 2012. 

Ricordiamo che fino a dicembre 2011 i liberi professionisti non avevano diritto alla malattia domiciliare né alla maternità facoltativa, ma solamente all’indennità per degenza ospedaliera e alla maternità obbligatoria (5 mesi), a differenza di tutti gli altri lavoratori iscritti alla gestione separata, come i co.co.pro e gli altri parasubordinati, pur pagando la stessa percentuale di contributi destinati alla copertura di queste tutele. Con il decreto Salva Italia, il governo Monti ha stabilito che dal 1° gennaio 2012 anche i liberi professionisti iscritti alla gestione separata avessero diritto a queste indennità, ma, di fatto, fino a marzo 2013 né la modulistica e né le procedure dell’Inps erano state aggiornate. Per più di un anno l’Inps ha negato due diritti sacrosanti dei professionisti malgrado l’approvazione della legge. Da inizio aprile invece i moduli cartacei e on line sono stati aggiornati.

 

Rimangono esclusi dal beneficio i professionisti che godono di un’altra copertura previdenziale e dunque non versano lo 0,72%, come i pensionati e gli iscritti ad altre casse come, per esempio, la gestione commercianti o le casse autonome delle professioni ordinistiche. Restano esclusi anche i soci amministratori delle società di capitali (Srl, Spa, Sapa) anche se svolgono attività professionale.

All’Acta fanno notare che “da più di un anno l’Inps faceva orecchie da mercante. Per riuscire a ottenere i nostri diritti abbiamo dovuto lanciare una petizione a gennaio 2013. In meno di un mese abbiamo raccolto oltre mille firme che sono state inviate tramite Pec alle direzioni regionali dell’ente. La risposta quasi unanime è stata quella che attendevano (da più di un anno!) ‘chiarimenti in merito dai ministeri competenti’. Per sbloccare la situazione è stato decisivo un articolo di denuncia sul Sole 24 Ore in base alle nostre segnalazioni. Due giorni dopo la sua uscita sono comparsi sul sito i nuovi moduli”.

L’Inps, secondo Acta, “non ha dato nessun risalto alla notizia. Non ci risulta abbia pubblicato nessuna circolare a riguardo né istruzioni per la compilazione dei modelli”. Chiunque abbia qualsiasi dubbio in merito può comunque rivolgersi all’Acta.

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