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Affitto in nero, come si può denunciare?

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Redazione Lamiapartitaiva

La mancanza di un contratto regolare espone sia gli inquilini che il proprietario a problematiche legali e fiscali

L’affitto in nero rappresenta una pratica illegale che coinvolge sia i locatori che gli inquilini, con conseguenze significative per entrambe le parti. In Italia, la legge stabilisce che un contratto di locazione deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla stipula, pena la nullità del contratto stesso. Questo significa che, nel caso in cui un inquilino non paghi l’affitto, il proprietario non potrà rivendicare legalmente le somme dovute; viceversa, l’inquilino si troverebbe a dover affrontare aumenti ingiustificati del canone di locazione, senza avere la possibilità di tutelarsi legalmente.

Uno degli aspetti più preoccupanti è che molti inquilini accettano affitti in nero pensando erroneamente che i rischi ricadano solo sul proprietario. In realtà, la mancanza di un contratto regolare espone entrambi a problematiche legali e fiscali. Pertanto, è fondamentale comprendere come denunciare un affitto in nero e quali sono le procedure da seguire.

Quando si parla di affitto in nero?

L’affitto è considerato “in nero” quando non esiste un contratto scritto o quando, pur essendo stato redatto, non è stato registrato entro i termini stabiliti dalla legge. Esistono due tipologie di affitto in nero:

  1. Affitto totale in nero: Quando il contratto non è mai stato registrato, rendendolo inesistente agli occhi dell’Agenzia delle Entrate.
  2. Affitto parziale in nero: Quando il contratto è stato registrato, ma il locatore richiede somme superiori rispetto a quelle indicate nel contratto stesso.

Il motivo principale per cui un proprietario potrebbe scegliere di non registrare un contratto è la possibilità di evadere le tasse sulle somme ricevute. Questa pratica, oltre a essere illegale, comporta gravi conseguenze legali e fiscali.

Chi può denunciare l’affitto in nero?

La denuncia può essere effettuata da chiunque abbia conoscenza della situazione, non solo dall’inquilino. Spesso, anche i vicini possono segnalare affitti in nero, specialmente se l’inquilino crea disturbo. È importante sottolineare che non è necessario identificarsi per effettuare una segnalazione, poiché è possibile denunciare in forma anonima.

Come denunciare un affitto senza contratto

Esistono diversi modi per procedere con una denuncia. La prima opzione è rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Ecco i passi da seguire:

  1. Verifica della registrazione del contratto: L’inquilino può controllare presso l’Agenzia delle Entrate se esiste un contratto registrato a proprio nome. Questo può essere fatto fornendo il proprio codice fiscale;
  2. Registrazione del contratto: Se si scopre che il contratto non è registrato, l’inquilino ha la possibilità di registrarlo direttamente, anche senza il consenso del proprietario. Questa operazione può ridurre il rischio di responsabilità solidale;
  3. Documentazione necessaria: Per procedere con la denuncia, l’inquilino deve fornire prove della propria presenza nell’immobile, come bollette intestate o ricevute di pagamento dell’affitto.

In alternativa, è possibile denunciare l’affitto in nero alla Guardia di Finanza. In questo caso, la denuncia non può essere anonima e deve contenere dettagli specifici sulla situazione, insieme alle prove disponibili.

Le conseguenze dell’affitto in nero

Le ripercussioni dell’affitto in nero possono essere significative sia per il locatore che per l’inquilino.

Per il proprietario, la denuncia da parte dell’inquilino porta alla nullità del contratto, il che significa che l’inquilino ha il diritto di richiedere indietro le somme già versate. Inoltre, il proprietario sarà tenuto a pagare sanzioni legate alla registrazione tardiva del contratto e dovrà affrontare conseguenze fiscali per le somme non dichiarate.

Per l’inquilino, pur essendo meno gravi le conseguenze, c’è comunque il rischio di essere considerato complice di evasione fiscale. Tuttavia, denunciando il proprietario, l’inquilino ha diritto a un contratto regolare a un prezzo equo, pari a tre volte la rendita catastale dell’immobile.

Redazione Lamiapartitaiva

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