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Agenzia delle Entrate pronta a sanzionare uffici per uso improprio dell’IA: indagini interne in corso

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Sonia Rinaldi

Roma, 18 dicembre 2025 – Arriva con toni duri la denuncia dell’Unione nazionale camere avvocati tributaristi (UNCAT). I professionisti parlano chiaro: sono “atti di accertamento allucinati”, quelli emersi negli ultimi procedimenti fiscali, dove, a loro giudizio, si registrano errori gravi e un lavoro fatto in fretta dall’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò accade in un momento già teso tra fisco e contribuenti, con l’Italia che fatica ancora a trovare un equilibrio tra le esigenze di bilancio e la difesa dei diritti.

Accertamenti fiscali: la dura denuncia degli avvocati tributaristi

Martedì mattina, dalla sede storica dell’UNCAT a via Crescenzio, il presidente Antonio Damascelli ha messo tutto sul tavolo: “Ci troviamo davanti a verbali senza basi solide, con cifre calcolate senza dati concreti e richieste di documenti del tutto fuori luogo. In certi casi, si è arrivati a contestare importi già dichiarati o sanati con precedenti condoni”. Damascelli ha aggiunto che i casi sono tanti e diffusi su tutto il territorio nazionale, con Lazio e Lombardia che spiccano per numero di segnalazioni.

La notizia non è passata inosservata. “Abbiamo raccolto decine di segnalazioni,” ha continuato Damascelli, “e vogliamo portarle direttamente al Ministero dell’Economia. Non si tratta di qualche errore qua e là”.

La risposta dell’Agenzia: controlli interni già in moto

Mentre la protesta prendeva spazio sui media, è arrivata una risposta ufficiale dall’Agenzia delle Entrate. “Abbiamo aperto delle verifiche interne,” hanno fatto sapere da via Cristoforo Colombo. “Se dovessero emergere errori materiali o comportamenti non corretti rispetto agli standard professionali, prenderemo i provvedimenti necessari. Ogni atto di accertamento deve rispettare la legge e le procedure”.

Fonti interne – che hanno chiesto l’anonimato – raccontano che è stata già avviata una verifica a campione sugli accertamenti segnalati dall’UNCAT, focalizzandosi soprattutto su quelli gestiti negli ultimi sei mesi negli uffici di Milano e Roma. Solo nei primi giorni di dicembre sarebbero emersi almeno sei casi dove le procedure non sarebbero state rispettate alla lettera.

Dai singoli episodi ai problemi sistemici

Per capire quanto sia grande il problema bisogna guardare alle storie concrete. Una arriva da uno studio legale romano: riguarda una società che opera nei servizi. L’avvocato Federico Serra spiega: “Abbiamo ricevuto un accertamento per oltre 700mila euro ma quegli importi erano già stati regolarizzati nel 2023 grazie alla rottamazione quater. Ci sono volute settimane per ottenere spiegazioni dagli uffici competenti”.

Situazioni analoghe si registrano anche a Napoli e Firenze. Secondo i tributaristi, ci sono stati ritardi nelle comunicazioni o messaggi poco chiari che hanno costretto molti contribuenti a rivolgersi alla giustizia tributaria. Il quadro generale fa sorgere molti dubbi sulle modalità con cui si fanno questi controlli.

Imprese in allarme e reazioni dalla politica

Sul fronte economico, le associazioni degli imprenditori segnalano il rischio concreto di un calo della fiducia nel sistema fiscale. Confcommercio parla apertamente di “preoccupazione crescente tra le aziende”. Dall’Ordine dei Commercialisti, il presidente Elbano de Nuccio ribadisce la necessità di procedure trasparenti: “Serve chiarezza per evitare disagi che mettono in crisi il rapporto tra fisco e cittadini”.

Anche la politica tiene alta l’attenzione. La sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra ha detto che seguirà “con molta attenzione” gli sviluppi della vicenda e non esclude chiarimenti nelle sedi opportune. Alla Camera è attesa nei prossimi giorni un’audizione proprio dell’Agenzia delle Entrate nella commissione Finanze.

Controlli sotto la lente: quale futuro?

Nel pomeriggio la tensione si scioglie solo in parte. Da via Cristoforo Colombo confermano che le verifiche saranno estese anche ad altri uffici periferici. Intanto gli avvocati tributaristi restano all’erta e pronti a raccogliere nuove segnalazioni da portare davanti alle istituzioni.

Nei prossimi giorni si capirà se questa vicenda resterà confinata a pochi episodi o se porterà a una revisione più profonda del modo in cui vengono fatti gli accertamenti fiscali in Italia. Per ora restano ferme le parole nette dell’UNCAT: “Serve un fisco che sappia ascoltare e correggere i propri errori”.

Sonia Rinaldi

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