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Assemblee a distanza prorogate fino a settembre 2026: novità dal Milleproroghe post-COVID

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Franco Sidoli

Roma, 12 dicembre 2025 – Questa mattina il governo ha dato il via libera al decreto Milleproroghe, spostando ancora una volta in avanti la scadenza di alcune norme straordinarie nate durante l’emergenza COVID-19. L’ok è arrivato poco dopo le 9 a Palazzo Chigi e riguarda diversi settori, da quello amministrativo a quello sociale. Al centro del dibattito c’è la proroga di misure pensate per la pandemia, che però continuano a pesare sulla vita di cittadini e imprese.

Decreto Milleproroghe: cosa cambia per le norme anti-Covid

Il decreto — uno dei classici interventi di fine anno — sposta più in là la data di scadenza di varie disposizioni emergenziali. Nel dettaglio, restano valide le deroghe sui tempi delle procedure amministrative, così come alcune sospensioni e regole semplificate. Tra queste ci sono lo smart working nella Pubblica amministrazione e le regole più snelle per convocare gli organi collegiali.

Il presidente del Consiglio, uscendo dal Consiglio dei ministri e rispondendo ai giornalisti, ha spiegato: “Le misure adottate durante l’emergenza sanitaria sono state fondamentali per garantire continuità nei servizi essenziali e offrire flessibilità. Con questa proroga vogliamo accompagnare un ritorno graduale alla normalità”. Le nuove scadenze riguardano soprattutto sanità, scuola, giustizia e lavoro pubblico.

Smart working e amministrazioni pubbliche: la proroga fino al 2026

Tra i punti più seguiti ci sono quelli sul lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche. Il decreto appena varato dà il via libera ai dipendenti statali e comunali per continuare a lavorare in smart working con procedure semplificate almeno fino a giugno 2026. Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo ha sottolineato che “la priorità resta garantire i servizi, ma riconosciamo che lo smart working ha rappresentato un’opportunità di modernizzazione e inclusione”.

Resta valida anche la possibilità di tenere assemblee e consigli in videoconferenza, sia negli enti locali che nelle società partecipate pubbliche. Solo in seguito — ha precisato una fonte del ministero — si aprirà il confronto per tornare alle regole ordinarie.

Scuola, sanità e giustizia: le misure confermate

Per la scuola, il decreto permette di proseguire con alcune deroghe sulle graduatorie per le supplenze e sulle procedure per i concorsi straordinari. Una nota del Ministero dell’Istruzione fa sapere che “la proroga garantirà stabilità alle scuole e offrirà certezze contrattuali ai precari”.

Nel campo della sanità, continuano fino al 31 dicembre 2026 le procedure accelerate per assumere personale sanitario e le deroghe sulla permanenza in servizio dei medici. La ministra della Salute ha spiegato che “in alcune regioni manca ancora personale, quindi queste misure restano indispensabili per garantire l’assistenza”.

Anche nel settore giustizia si confermano l’uso delle udienze a distanza e delle notifiche digitali. Il Guardasigilli ha ricordato che “la digitalizzazione non solo ha permesso di gestire l’emergenza, ma ha aperto nuove prospettive per il futuro”.

Le reazioni politiche e sindacali

Le opposizioni hanno criticato questa nuova proroga, parlando di “inchiodamento burocratico”. Dal Partito Democratico, la deputata Simona Malpezzi ha detto che “non si può andare avanti all’infinito con strumenti straordinari”. I sindacati invece accolgono positivamente le tutele previste per i lavoratori fragili ma chiedono al governo “un piano chiaro per tornare al lavoro in presenza”.

Durante la conferenza stampa, il premier ha ribadito: “Non è questione di ideologia ma una scelta basata sulle reali esigenze del Paese”.

Cosa ci aspetta: tra commissioni parlamentari e futuro

Fonti parlamentari spiegano che ora il testo dovrà passare dalle commissioni della Camera entro gennaio 2026. Si prevedono possibili modifiche su alcune proroghe più contestate — come quelle legate alla scuola — ma il governo vuole mantenere intatto l’impianto generale.

Al termine della riunione a Palazzo Chigi una consigliera tecnica ha confidato che “il Milleproroghe resta uno strumento flessibile per accompagnare la ripresa”. Tuttavia, dentro la maggioranza non mancano voci pronte a spingere verso un ritorno progressivo alla normalità normativa nel corso del prossimo anno.

La situazione resta aperta. Ma almeno fino a fine 2026 molte delle regole nate nell’emergenza COVID-19 continueranno a segnare i ritmi della vita degli italiani.

Franco Sidoli

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