Tasse

Avviso del Comune sul pagamento della TARI: attenzione non sempre è corretto, molti non sanno che si può contestare e pagare di meno

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Ramona Buonocore

Non tutti gli italiani sono a conoscenza del fatto che si può contestare la TARI e pagare anche di meno: ecco il motivo.

Gli italiani possessori o proprietari di immobili sanno benissimo che devono pagare la TARI, ovvero la tassa sui rifiuti, a prescindere dall’uso che ne fanno degli immobili stessi. L’importo è calcolato in base a una serie di fattori, tra cui la superficie dell’immobile, la sua destinazione d’uso e il numero di occupanti.

Occhio alla tari, in alcuni casi non va pagata – Lamiapartitaiva.it

La TARI è una tassa comunale, ovvero le aliquote sono decise dai vari enti comunali. Per questo motivo che, in caso di mancato pagamento della TARI, il Comune può emettere un avviso di accertamento. Il contribuente può contestare l’avviso di accertamento entro 60 giorni dalla sua notifica.

TARI, pagamento scorretto: come contestarlo

Esistono diversi motivi per cui un contribuente può contestare la TARI. Un primo motivo è quando l’avviso di accertamento di mancato pagamento è privo di motivazione. Come stabilito dalla sentenza della Cassazione n. 2029/2024, l’avviso di accertamento per il versamento della TARI è nullo se è privo di motivazione. L’avviso deve indicare le annualità e l’immobile a cui esso si riferisce, nonché le ragioni della pretesa tributaria.

Un secondo motivo è quando la TARI è stata calcolata in modo errato: in questo caso il contribuente può contestare l’importo della TARI se ritiene che sia stato calcolato in modo errato. Ad esempio, se la superficie dell’immobile è stata calcolata male, o se la destinazione d’uso dell’immobile è stata erroneamente classificata. Un altro motivo è quando il contribuente è esente dal pagamento della TARI. Ad esempio, i soggetti in possesso di determinati requisiti economici o sociali possono beneficiare di agevolazioni o esenzioni.

Contestazione della TARI, come procedere – Lamiapartitaiva.it

Per contestare la TARI, il contribuente deve presentare un’istanza di accertamento o di annullamento al Comune. Questa deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento. L’istanza deve essere redatta in forma scritta e deve contenere alcuni importanti elementi.

Innanzitutto i dati anagrafici del contribuente; il numero di protocollo dell’avviso di accertamento; i motivi della contestazione. Il Comune, entro 60 giorni dalla presentazione dell’istanza, deve pronunciarsi sulla richiesta del contribuente. Se il Comune accoglie la richiesta, l’avviso di accertamento è annullato. Se respinge la richiesta, il contribuente può impugnare l’avviso di accertamento davanti al giudice tributario.

Quindi la TARI è un tributo che può essere contestato in caso di mancato pagamento o di errata applicazione. Il contribuente che ritiene di avere dei motivi per contestarla deve presentare un’istanza di accertamento o di annullamento al Comune entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento.

Ramona Buonocore

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