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Bonus Investimenti 4.0 per Imprese Agricole: Agevolazioni Attive dal 2026 al 2028

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Sonia Rinaldi

Roma, 19 gennaio 2026 – Dal primo gennaio è entrata in vigore la nuova legge di bilancio 2026 che introduce una agevolazione fiscale rivolta a imprese e cittadini intenzionati a investire in Italia. La misura, valida fino al 28 settembre 2028, punta a dare nuova spinta agli investimenti privati in settori chiave e a sostenere la ripresa economica del Paese. Dopo settimane di confronto tra maggioranza e opposizione, il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale alle 19:45 del 31 dicembre scorso.

Una scadenza precisa per spingere gli investimenti

L’agevolazione sarà riconosciuta per gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 28 settembre 2028. Questa data non è casuale: coincide con i tempi per accedere ai fondi europei del PNRR, ha spiegato ieri pomeriggio il sottosegretario all’Economia, Marco D’Alessio, durante un incontro con la stampa a via XX Settembre. “Il provvedimento serve a dare certezza agli operatori economici, favorendo la programmazione e la trasparenza”, ha detto D’Alessio.

In pratica, le imprese potranno chiedere i benefici fiscali per gli investimenti fatti entro quella data. Le regole operative saranno definite da un decreto che il Ministero dell’Economia dovrà pubblicare entro febbraio. Nel frattempo, molti consulenti fiscali stanno già raccogliendo domande dalle aziende interessate, soprattutto nei settori manifatturiero e delle energie rinnovabili.

Quali settori possono usufruire dell’agevolazione

L’agevolazione riguarda sia le aziende sia i singoli cittadini, ma solo se gli investimenti vengono fatti in Italia e rispettano i criteri fissati dal decreto. Secondo alcune anticipazioni – non ancora ufficiali – tra i settori coinvolti ci sarebbero innovazione tecnologica, transizione ecologica e digitalizzazione delle imprese. Il presidente di Confindustria, Massimo Petrini, ha commentato ieri sera a margine di un incontro alla Nuvola: “È un segnale importante verso chi punta a investire nel Paese; ora aspettiamo i dettagli tecnici”.

Non mancano però le critiche. La Cgil avverte che “servono regole chiare per evitare distorsioni e far sì che le risorse vadano davvero a chi crea posti di lavoro stabili”. La segretaria generale, Francesca Lombardi, ha sottolineato l’importanza di controlli trasparenti per prevenire abusi.

Come funzionano gli incentivi fiscali

Nel concreto, l’agevolazione dovrebbe tradursi – stando alle prime informazioni dal Ministero dell’Economia – in un credito d’imposta calcolato sugli investimenti realizzati nel periodo indicato. Il tetto massimo non è ancora definito con precisione; si parla però di una percentuale tra il 10% e il 15% delle spese considerate ammissibili. Le uscite dovranno essere documentate con fatture elettroniche e comunicate all’Agenzia delle Entrate tramite un portale dedicato.

Per ora restano esclusi dall’incentivo gli investimenti puramente immobiliari e le attività finanziarie speculative. Su questi punti la Commissione Finanze della Camera sta lavorando a un parere integrativo che potrebbe arrivare già la prossima settimana.

Prime reazioni dal territorio

Nelle principali città industriali – da Torino a Bologna, fino a Bari – le associazioni di categoria parlano di grande interesse da parte degli imprenditori. “Abbiamo ricevuto decine di richieste di chiarimento nelle prime ore”, ha spiegato stamattina al telefono Andrea Fabbri, responsabile incentivi della CNA Bologna. Il nodo principale riguarda la rapidità con cui si potrà accedere agli incentivi e l’effettiva disponibilità dei fondi.

Anche il settore edilizio ha avanzato richieste di chiarimento. Secondo alcune stime preliminari – elaborate dall’Ufficio studi del Sole 24 Ore – potrebbero essere oltre 250 mila i potenziali beneficiari solo nel primo anno.

Attesa per le regole definitive

Ora resta da vedere quali saranno i criteri precisi per accedere all’agevolazione e come si svolgerà l’iter per presentare le domande. Dal Ministero assicurano che il decreto attuativo uscirà entro febbraio. Solo allora si potrà capire davvero quale sarà l’impatto della misura.

Nel frattempo molti operatori attendono indicazioni concrete prima di muoversi su nuovi investimenti. “Serve stabilità nelle regole”, ha concluso D’Alessio al termine dell’incontro ministeriale, “senza chiarezza diventa difficile fare programmi a lungo termine”. La scadenza del 28 settembre 2028 resta un punto fermo per ora: tra speranze e dubbi, questa nuova agevolazione già comincia a misurarsi con le prime risposte del mondo produttivo italiano.

Sonia Rinaldi

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