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Bonus investimenti ZES unica prorogato fino al 2028: novità e come funziona la doppia comunicazione nella legge di bilancio 2026

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Sonia Rinaldi

Roma, 6 gennaio 2026 – Con la legge di bilancio 2026, il governo introduce dal prossimo anno la cosiddetta «doppia comunicazione» per alcuni adempimenti fiscali, puntando a migliorare la tracciabilità delle operazioni e a contrastare l’evasione. La norma, approvata dal Parlamento il 29 dicembre dopo settimane di discussione in Commissione Finanze, coinvolge imprese, lavoratori autonomi e intermediari fiscali. Il nuovo obbligo scatterà dal 1° gennaio 2027.

Doppia comunicazione fiscale: cosa cambia davvero

La novità principale della manovra 2026 è che alcune categorie di contribuenti dovranno inviare due comunicazioni telematiche distinte. La prima, una sorta di “segnalazione preventiva”, andrà fatta all’Agenzia delle Entrate prima di effettuare certe operazioni fiscali — per esempio cessioni di beni strumentali o trasferimenti di partecipazioni. La seconda comunicazione, invece, arriverà a operazione conclusa con i dati definitivi. Questa procedura riguarderà sia le persone fisiche con partita IVA sia le società di capitali.

L’obiettivo è chiaro. «Si tratta di uno strumento pensato per rafforzare i controlli su transazioni che in passato hanno mostrato un alto rischio di evasione o elusione», ha spiegato il sottosegretario all’Economia Luigi Di Carlo durante la conferenza stampa a via XX Settembre. Nel dettaglio, nella comunicazione preventiva le imprese dovranno indicare tipo di operazione, soggetti coinvolti, importi stimati e data prevista. Solo dopo aver effettuato l’operazione scatterà l’obbligo della seconda comunicazione con i dati reali.

Chi deve rispettare le regole e quali sono le sanzioni

Non tutti saranno interessati dalla novità: il governo ha fissato una soglia minima a 50.000 euro per singola operazione sotto cui valgono ancora gli adempimenti tradizionali. Oltre alle società di capitali, coinvolte anche società di persone, ditte individuali sopra questa soglia e studi professionali associati. Per le transazioni immobiliari resta invece l’obbligo della comunicazione notarile classica.

Se si salta o si fa tardi con la doppia comunicazione, si rischiano sanzioni amministrative che vanno dal 2 al 5% dell’importo non dichiarato, con un minimo di 1.500 euro per ogni inadempimento. «Abbiamo voluto un sistema che scoraggi gli errori senza però essere troppo pesante», ha detto Di Carlo rispondendo alle critiche delle associazioni di categoria. Inoltre, nei primi sei mesi del 2027 le multe saranno dimezzate grazie a una fase sperimentale prevista dalla legge.

Gli obiettivi del governo e le reazioni dal mondo produttivo

Il governo punta a recuperare almeno 2 miliardi di euro l’anno grazie all’emersione di operazioni irregolari o non correttamente dichiarate. Secondo il Ministero dell’Economia circa il 12% delle operazioni potenzialmente rilevanti sfugge ancora ai controlli attuali. Si tratta soprattutto — come indicato nelle relazioni tecniche depositate alla Camera — di trasferimenti tra imprese collegate o vendite di beni strumentali fuori dall’Italia.

Confcommercio e Confindustria hanno espresso preoccupazioni per i nuovi oneri burocratici che potrebbero derivare dalla doppia comunicazione. «Temiamo che questo sistema rallenti le trattative commerciali», ha avvertito Marco Bertini, presidente dei commercialisti. La CNA ha chiesto maggiori chiarimenti su margini di flessibilità ed eventuali esenzioni per le microimprese. Il ministero ha garantito un tavolo tecnico entro febbraio per affrontare questi temi.

Le prossime mosse e il calendario da segnare

Entro marzo 2026 l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione i modelli digitali per la nuova comunicazione, accessibili dal portale Fisconline o tramite software autorizzati dagli intermediari. Da giugno partirà una campagna informativa rivolta ai contribuenti interessati con incontri nelle Camere di commercio e webinar esplicativi.

La doppia comunicazione fiscale segna un passo deciso verso una maggiore trasparenza nelle attività economiche più esposte al rischio fiscale. Restano però aperti molti dubbi sugli aspetti pratici: gli operatori attendono istruzioni più precise perché la vera prova sarà nel 2027 quando la misura entrerà in vigore pienamente. Nel frattempo prosegue il confronto tra imprese e istituzioni sul peso reale della nuova procedura.

Sonia Rinaldi

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