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Call center, perchè continuano a perseguitarti

Published by
Ilaria Macchi

Ricevere chiamate continue dai call center può essere davvero fastidioso, ecco perché è difficile riuscire a evitarlo.

Tantissime persone sono abituate a stare costantemente con il telefono tra le mani, specie se hanno la necessità di restare reperibili per motivi di lavoro. Questo non può che rendere ancora più fastidiosa l’idea di ricevere telefonate dai call center, intenzionati a fare proposte che magari non sono per niente interessanti per chi le riceve, per questo la chiamata non può che rappresentare una perdita di tempo.

Molti ricevono ogni giorno chiamate dai call center Foto | Lamiapartitaiva.it

Il disappunto non può che aumentare se l’interlocutore non è disposto ad accontentarsi di un no, ma anzi fa il possibile per cercare di fare cambiare opinione alla persona con cui sta parlando. Anzi, a volte non basta nemmeno riagganciare per risolvere il problema, c’è chi non contento richiama ancora una volta.

Come difendersi dai call center

Ricevere chiamate dai call center è ormai diventata una consuetudine quasi giornaliera, non solo a casa, ma anche al cellulare. Perdere tempo con questi contatti per molti è davvero fastidioso, spesso i contatti sono simili e sono distanziati anche solo di pochi minuti, magari perché provengono da zone differenti.

Lo strumento che è possibile utilizzare per evitare che questa situazione si ripeta è dato dall’iscrizione al Registro delle Opposizioni, introdotto inizialmente per i numeri fissi, ma poi esteso anche ai numeri mobili. Tanti hanno però notato come avere fatto questo passo sia servito davvero a poco, per questo è natural chiedersi quale senso possa avere avuto pensare a una soluzione simile se si rivela poi del tutto inefficace.

Tanti operatori call center sono davvero insistenti Foto | Lamiapartitaiva.it

Le ragioni per cui questo si verifica sono essenzialmente tre:

  • call center esteri (la normativa ha valore a livello nazionale);
  • gli operatori agiscono senza rispetto della legge;
  • il divieto è stato aggirato attraverso un nuovo consenso.

Quest’ultimo caso è quello che non può che risultare più strano, ma in realtà è quello che consente ai centri di agire a proprio piacimento. Spesso, infatti, quando si entra in un sito viene richiesto il consenso a concedere i propri dati personali, in quel momento l’iscrizione al Registro delle opposizioni viene automaticamente revocata. In questi casi si dovrebbe quindi prestare attenzione a cosa si dà il consenso quando si sta navigando, proprio perchè questo ha inevitabilmente delle conseguenze.

Questa azione spesso si verifica anche al di là del web, basti pensare a quando si sottoscrive una carta fedeltà presso un negozio, un abbonamento o quando si decide di cambiare gestore telefonico.

L’utente può provare a difendersi segnalando l’episodio al Garante della Privacy, che può segnalare l’accaduto alle autorità estere di competenza (vale per i call center esteri), ma anche in questo caso non è detto che la situazioni funzioni del tutto come si vorrebbe.

Ilaria Macchi

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