Assegno di invalidità civile parziale, novità in arrivo per i lavoratori con una invalidità che va dal 79 al 99%.
L’assegno di invalidità rappresenta un sostegno fondamentale, fornito dallo Stato tramite l’istituto previdenziale, per chi è alle prese con una malattia o menomazione, ma spesso ci si incastra nei meccanismi della burocrazia.
Infatti, in passato, sono state numerose le domande non accolte per quanto riguarda le richieste di invalidità civile parziale e cioè con una invalidità che va dal 74% al 99%, ma il decreto Fisco Lavoro n. 146 del 2021 ha apportato importanti novità, ampliando la platea dei beneficiari.
Se prima la pensione d’invalidità parziale non poteva essere cumulata con i redditi minimi da lavoro, ora, con l’introduzione del decreto voluto dal Ministro Orlando, la pensione d’invalidità civile parziale può essere erogata anche in presenza di un reddito minimo che però non deve superare una determinata soglia. L’assegno viene erogato per tredici mensilità nei confronti di persone con una disabilità dal 74% al 99% con una età compresa tra i 18 e 67 anni, il cui reddito non superi i 5.391,88 euro per il 2023, al compimento dei 67 anni viene trasformato in assegno sociale sostitutivo dell’invalidità civile.
Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità è necessario fare domanda all’INPS tramite richiesta del proprio medico curante o un medico dell’istituto stesso, il quale manderà all’INPS un certificato medico telematico, dopo l’invio del certificato medico è necessario presentare la domanda ufficiale all’Inps che si può fare o tramite sito, munendosi di Spid o CIE, oppure rivolgendosi ad un CAF o ad un patronato (entro 90 giorni dall’invio del certificato) il quale presenterà la domanda all’INPS. L’INPS una volta ricevuta la richiesta procederà ad una visita medica, circa 30 giorni dalla richiesta, 15 in caso di malattie oncologiche. La Commissione dell’Asl che effettuerà la valutazione, in caso di soddisfacimento dei requisiti, rilascerà un verbale di invalidità.
Beneficiano di tale pensione i soggetti che presentano delle disabilità permanenti e croniche, sia di natura fisica che psichica, che limitano la capacità lavorativa in maniera pari o superiore al 33%. L’assegno è compatibile con pensione di vecchiaia anticipata nei confronti dei soggetti che presentino una invalidità almeno dell’80%. La pensione d’invalidità è inoltre compatibile con la pensione di accompagnamento, è necessario però soddisfare i requisiti di entrambe per riceverle.
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