Ecco come muoversi per riscattare i contributi previdenziali non versati nel corso della carriera lavorativa e chi può farlo.
Diverse categorie di lavoratori in Italia hanno la possibilità di riscattare i contributi non versati, anche i lavoratori che non erano dipendenti. Tuttavia a seconda della categoria di appartenenza la procedura e i requisiti del riscatto variano, così come i costi.
C’è uno strumento messo a disposizione dall’Inps e che permette di recuperare i contributi non versati: bisogna costituire la rendita vitalizia per coprire i periodi lavorativi per i quali i contributi previdenziali risultato omessi oppure prescritti. Dunque il riscatto dei contributi non riguarda solamente il periodo di studio necessario per conseguire la laurea universitaria.
Non è infrequente infatti che ci si avvicini al momento di andare in pensione e ci si accorga della mancanza dei periodi assicurativi. Spesso i vuoti contributivi riguardano collaboratori, coadiutori e lavoratori autonomi e possono far ritardare o diminuire significativamente l’importo della pensione.
In casi come questi collaboratori e coadiutori dell’impresa commerciale possono riscattare i contributi omessi all’Inps. Le principali categorie coinvolte sono quelle degli artigiani e commercianti, ma anche i lavoratori autonomi, i soci di società, le casalinghe e i lavoratori parasubordinati possono riscattare i contributi. Si possono recuperare i periodi di lavoro precedenti al 1° gennaio 1996 e quelli successivi a questa data per i quali non è stata versata la contribuzione obbligatoria.
Per poter riscattare i contributi non versati occorre presentare domanda all’Inps, anche per via telematica sul sito ufficiale dell’ente previdenziale o attraverso i patronati. Andranno allegati alla domanda la copia del documento di identità, la documentazione in grado di attestare il periodo di lavoro per il quale si chiede il riscatto dei contributi e infine la ricevuta di pagamento del contributo riscatto.
Diciamo subito che non è semplice vedersi accogliere la domanda di costituzione di rendita vitalizia. Servono infatti prove rigorose sullo svolgimento dell’attività lavorativa. Bisogna assicurarsi che la data dei documenti sia certa e che da questi si possa ricavare la natura e l’effettiva sussistenza del rapporto lavorativo.
La documentazione poi deve essere completa, integra, e non può essere stata redatta solo dal beneficiario. Occorre anche che sia indicata la data e che i documenti che siano sottoscritti dall’autore. Se la domanda verrà accolta, l’Inps provvederà a emettere un un avviso di pagamento con l’importo del contributo riscatto da versare.
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