«Basta burocrazia, ora serve agire». A pronunciare queste parole, il 29 maggio scorso a Bari, è stato il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Commercialisti . Un appello che non lascia spazio a dubbi: snellire le procedure è la chiave per far ripartire davvero l’economia. Davanti a politici e addetti ai lavori, ha sottolineato con forza quanto questo tema non sia un semplice slogan, ma un’urgenza concreta. L’obiettivo è chiaro: liberare le imprese dal peso eccessivo della carta per dare respiro a chi ogni giorno si impegna a farle crescere.
Il presidente Anc ha rimarcato il ruolo centrale dei commercialisti, che non si limitano a gestire conti e tasse. Sono professionisti che aiutano a pianificare, a gestire risorse e a districarsi tra le norme, indispensabili per permettere alle aziende di restare competitive. Ma tutto questo si scontra spesso con una burocrazia pesante e complicata, che rallenta ogni passo.
Snellire le procedure significa liberare tempo e risorse preziose, migliorare i servizi offerti e garantire più trasparenza. Solo così le imprese potranno investire e crescere più rapidamente. A Bari, questa richiesta ha trovato terreno fertile anche tra le istituzioni presenti.
All’appello del presidente Anc hanno risposto tre politici: Andrea De Bertoldi, Mario Turco e Chiara Tenerini. Tutti hanno riconosciuto l’importanza di agire subito per tagliare la burocrazia che pesa sulle spalle di imprese e professionisti. Ognuno si è impegnato a promuovere iniziative parlamentari per semplificare le regole e snellire le procedure.
La loro presenza dimostra che il problema non riguarda solo chi opera nel settore, ma è parte dell’agenda politica nazionale. Solo un lavoro condiviso tra istituzioni e professionisti può davvero far decollare una riforma efficace e duratura.
Le norme complicate e le lunghe attese per autorizzazioni e pratiche creano problemi concreti: costi in più, opportunità perdute, e per le piccole e medie imprese, il rischio di restare indietro. Dall’altra parte, i commercialisti passano troppo tempo a districarsi tra scartoffie invece di offrire consulenze di valore.
Semplificare significa alleggerire gli oneri e velocizzare le risposte della pubblica amministrazione. In questo senso, la digitalizzazione e processi più snelli sono la strada da seguire per tagliare tempi e costi, migliorando così tutto il sistema.
Le proposte lanciate puntano a un sistema normativo più semplice, al servizio di imprese e professionisti. Gestire le pratiche con più efficienza significa liberare risorse da investire in innovazione e internazionalizzazione. Per il presidente Anc, è una tappa fondamentale per rafforzare la competitività dell’Italia nel 2026.
Il dialogo tra istituzioni e operatori sarà decisivo per trovare soluzioni che bilancino controllo e semplificazione. Ridurre la burocrazia è un vantaggio diretto soprattutto per le piccole e medie imprese, il cuore pulsante del Paese.
Quella di Bari non è una tappa isolata, ma parte di un confronto più ampio che coinvolge vari livelli istituzionali e professionali. L’obiettivo è costruire un modello moderno e flessibile, capace di rispondere in fretta ai cambiamenti di un’economia che non si ferma. Così si potrà davvero spingere la crescita e la competitività, non solo a parole, ma con fatti concreti nel 2026 e negli anni a venire.
Non si possono sommare deduzioni e detrazioni sulle donazioni. Questo, in sintesi, il messaggio che…
«Non perdiamo tempo nei dettagli», dicono spesso i manager quando si parla di Indicatori di…
Alle 21:18 del 31 luglio, una scossa significativa ha attraversato i Campi Flegrei, interrompendo la…
La vendita di un bene può trasformarsi in un rompicapo contabile, più di quanto si…
La concreta utilizzazione di beni e servizi: un criterio fondamentale per le imprese «La concreta…
«L’asseverazione va consegnata entro quando?». Per mesi, questa domanda ha messo in crisi molti professionisti…