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Cybersecurity e gestione rischi 231: il CNDCEC sottolinea l’importanza della sinergia contro i reati informatici

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Franco Sidoli

Negli ultimi anni, gli attacchi informatici sono cresciuti in modo esponenziale, mettendo a dura prova aziende e professionisti. Proprio per questo, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha rinnovato il suo documento sui reati informatici, aggiornando le regole che legano le aziende alla responsabilità penale e amministrativa. Il nuovo testo entra nel dettaglio: spiega quando e come un comportamento digitale può tradursi in una vera e propria responsabilità per l’ente, un tema che oggi più che mai richiede chiarezza e precisione.

CNDCEC: il punto di riferimento per gli illeciti informatici

Il CNDCEC si conferma un attore chiave nell’interpretazione e nella formazione sulla responsabilità amministrativa degli enti, come previsto dal decreto legislativo 231 del 2001. Il nuovo documento si inserisce proprio in questa linea, offrendo un quadro aggiornato sui reati informatici che il legislatore considera rilevanti per imprese e altri enti. Visto che le leggi penali e speciali cambiano spesso per stare al passo con l’evoluzione tecnologica, è indispensabile avere un riferimento chiaro e affidabile.

Il testo analizza diversi tipi di reati, dalla frode informatica all’accesso abusivo ai sistemi, passando per la diffusione di virus e l’interruzione di servizi informatici. Per ciascuno di questi, si mettono in evidenza le conseguenze per la responsabilità degli enti. L’analisi non si limita a descrivere i reati, ma indica anche quali strumenti di prevenzione e controllo le aziende possono adottare per ridurre il rischio di incorrere in sanzioni.

Fondamentale è anche il supporto che il CNDCEC offre ai professionisti nella stesura dei modelli organizzativi 231, necessari per dimostrare l’efficacia delle misure adottate dalle aziende per prevenire i reati. Le indicazioni contenute nel documento aiutano a tenere aggiornati questi modelli, integrando le nuove tipologie di reato e le modalità di attacco tipiche del mondo digitale.

Reati informatici sotto la lente: cosa rischiano le aziende

Nel documento, il CNDCEC passa in rassegna i principali reati informatici che possono coinvolgere la responsabilità degli enti. Tra questi, spicca l’accesso abusivo a sistemi informatici o telematici: un illecito che non solo viola la sicurezza dei dati, ma può causare danni all’organizzazione stessa, con ricadute dirette sull’ente dal punto di vista giudiziario.

Particolare attenzione viene dedicata alla frode informatica, spiegando come può essere portata avanti, ad esempio con phishing o codici malevoli. Il documento sottolinea che, anche senza un intervento diretto degli amministratori, queste condotte possono far scattare la responsabilità dell’ente.

Si parla poi della detenzione e diffusione di virus, del danneggiamento di sistemi elettronici e dell’interruzione illecita di servizi telematici. Ognuno di questi comportamenti può colpire sia il patrimonio informativo dell’azienda sia la continuità delle sue attività. Il testo evidenzia come una corretta gestione del rischio e un monitoraggio costante siano indispensabili per arginare queste minacce.

Infine, il documento affronta il tema della falsificazione informatica, che riguarda la manipolazione di documenti digitali. Un reato delicato, perché può minare la trasparenza e la correttezza dei processi decisionali all’interno delle aziende, con conseguenze pesanti sulla responsabilità dell’ente.

Prevenire per non pagare: il modello organizzativo 231 sotto la lente

Le indicazioni del CNDCEC non restano sulla carta, ma offrono spunti concreti per le aziende che vogliono aggiornare i propri sistemi di governance secondo quanto previsto dalla legge. La responsabilità amministrativa scatta quando un reato viene commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, ma un modello organizzativo efficace può limitarla o evitarla del tutto.

Il documento invita le imprese a mappare con attenzione i rischi informatici, individuando le aree più vulnerabili. Da qui, la necessità di mettere in campo procedure di controllo per tenere sotto osservazione l’accesso ai sistemi e l’uso delle risorse digitali.

Non meno importante è la formazione del personale: ogni dipendente deve conoscere le regole e le procedure di sicurezza. Solo così, con un lavoro coordinato tra governance, compliance e risorse umane, si può costruire una difesa efficace contro i reati informatici.

Infine, il CNDCEC ricorda che i modelli organizzativi vanno aggiornati costantemente, tenendo conto non solo delle novità legislative, ma anche dei continui cambiamenti tecnologici e delle nuove tecniche di attacco. Le aziende che seguono queste indicazioni mettono in piedi una solida barriera difensiva, indispensabile in un’epoca in cui la digitalizzazione è ovunque e le minacce si fanno sempre più insidiose.

Franco Sidoli

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