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Detrazione IVA Retroattiva Senza Eccezioni: ANC e Confimi Industria Approvano il Nuovo Testo Unico IVA 2027

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Luca Ippolito

Roma, 23 febbraio 2026 – Questa mattina al Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato presentato il nuovo Testo Unico Iva, che entrerà in vigore nel 2027. Un debutto accolto con favore, ma non senza qualche dubbio, da ANC (Associazione Nazionale Commercialisti) e Confimi Industria. Le due organizzazioni vedono nel provvedimento un primo passo per mettere ordine in una materia da troppo tempo intricata e complicata. Ma sottolineano anche che ci sono margini di miglioramento, soprattutto sul tema caldo della detrazione Iva e della sua possibile retroattività.

Il Testo Unico Iva: ordine sì, rivoluzioni no

Poche ore dopo la pubblicazione della bozza del decreto, ANC e Confimi sono intervenute con una nota congiunta. Hanno apprezzato lo sforzo di mettere insieme norme sparse in un unico testo. “Sono 171 articoli e quattro allegati”, spiega Marco Cuchel, presidente ANC, “che riuniscono una vera e propria giungla normativa accumulata negli anni”. Per gli uffici del Ministero si tratta di un lavoro che non introduce novità sostanziali ma punta a far chiarezza.

Dalla voce di Paolo Agnelli, presidente di Confimi Industria, emerge un giudizio positivo ma con riserve: “Era ora di dare una struttura coerente alla normativa sull’Iva. Resta però il nodo delle eccezioni e soprattutto della retroimputazione”.

Detrazione Iva: il vero punto dolente è la retroattività

Il confronto si concentra soprattutto sulla questione della detrazione Iva retroattiva, un tema sollevato da tempo dalle aziende manifatturiere e dai loro consulenti fiscali. Il nuovo testo dovrebbe recepire la sentenza recente della Corte di Giustizia europea che obbliga gli Stati a permettere la detrazione anche a posteriori, anche in caso di errori formali.

Nel documento esaminato da alanews.it si prevede infatti la fine di alcune eccezioni finora ammesse. La detrazione sarà possibile anche retroattivamente, a patto che i presupposti sostanziali fossero già presenti all’epoca. “Un passo necessario”, commenta Cuchel, “ma non sufficiente. Serve semplicità e certezza per evitare che le imprese restino nell’incertezza operativa”.

Associazioni: “Avanti sì, ma serve qualcosa in più”

Nella nota congiunta firmata dai due presidenti, ANC e Confimi chiedono ulteriori chiarimenti e modifiche. “La riforma va nella direzione indicata dall’Unione europea”, spiegano i tecnici riuniti ieri a via del Corso, “ma restano problemi pratici e spazi troppo ampi per interpretazioni amministrative che andrebbero limitati”.

Agnelli insiste sul fatto che il nuovo impianto deve proteggere chi lavora in buona fede, soprattutto tra le piccole e medie imprese. “Se non si chiariscono certi aspetti procedurali – avverte – rischiamo solo di moltiplicare i contenziosi”.

Le imprese osservano: ora si aspettano istruzioni chiare

Dalle ore 12 in poi sono arrivate le prime reazioni dal mondo economico. Nei corridoi della sede Confimi a Milano alcuni imprenditori parlano di “cauto ottimismo”, ma molti attendono ancora indicazioni più precise su come applicare concretamente le nuove regole. Secondo l’Ufficio Studi ANC, sono oltre 1,2 milioni i soggetti potenzialmente coinvolti dalla riforma sulla detrazione Iva.

Tra i professionisti c’è però chi teme che alla fine questa riforma possa tradursi in più burocrazia invece che meno. “Il rischio è che la semplificazione resti solo sulla carta”, osserva uno dei commercialisti presenti all’assemblea.

Prossimi passi: confronto acceso con il Parlamento

Ora il provvedimento dovrà passare l’esame del Parlamento. Alla Camera, nella Commissione Finanze, sono già previste audizioni con le associazioni di categoria nei primi giorni di marzo. Il Ministero dell’Economia ha garantito apertura ad ascoltare suggerimenti e proposte per migliorare il testo, soprattutto su retroattività e criteri più chiari per la detrazione.

“Sarà fondamentale – conclude Cuchel – che alla fine il testo dia risposte nette agli operatori economici. Altrimenti rischiamo l’ennesima occasione persa”. La partita è ancora tutta aperta: nelle prossime settimane si capirà se le richieste di professionisti e imprese saranno davvero ascoltate nella nuova normativa sull’Iva.

Luca Ippolito

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