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Iper-ammortamenti: addio al vincolo UE sui beni prodotti, novità dal Vice Ministro Maurizio Leo

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Sonia Rinaldi

Roma, 7 febbraio 2026 – Il Vice Ministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha svelato ieri, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi alle 18, un nuovo pacchetto di misure fiscali che sarà operativo nei prossimi mesi. Il provvedimento, atteso da giorni nei corridoi della politica romana, punta a rafforzare le entrate dello Stato e a dare una mano alle famiglie con redditi medio-bassi. “Serviva un intervento organico,” ha detto Leo ai giornalisti. Ha sottolineato come l’attuale situazione economica – segnata da un’inflazione ancora alta e da una crescita lenta – abbia imposto “scelte pragmatiche”.

Le nuove misure fiscali: cosa cambia

Il Vice Ministro ha spiegato che la manovra prevede una rimodulazione delle aliquote Irpef, per alleggerire il peso fiscale su chi guadagna meno di 35.000 euro l’anno. Il taglio medio dovrebbe essere di circa 350 euro all’anno per lavoratori dipendenti e pensionati, secondo le simulazioni del Ministero. Allo stesso tempo, saranno riviste alcune detrazioni, soprattutto per spese mediche e scolastiche.

Il decreto – che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri la prossima settimana – prevede anche una stretta sull’evasione fiscale. “La lotta all’evasione resta una priorità”, ha ribadito Leo, citando le nuove piattaforme per incrociare i dati tra Agenzia delle Entrate e Inps. Un sistema che il Governo punta a far fruttare per recuperare almeno il 10% in più di gettito rispetto al 2025.

Famiglie e imprese: chi ci guadagna davvero

Sul fronte degli effetti concreti, le stime del Ministero parlano di benefici immediati per 8 milioni di contribuenti. L’obiettivo è mettere più soldi in tasca soprattutto nei primi mesi dell’anno, quando – ha ricordato Leo – “le spese familiari si fanno sentire di più”.

Per le imprese invece c’è una novità importante: una nuova deduzione sugli investimenti in tecnologia, con un credito d’imposta fino al 15% delle spese sostenute nel 2026. Una mossa pensata per spingere la digitalizzazione delle piccole e medie imprese, messe sotto pressione da “una concorrenza internazionale sempre più agguerrita”, ha detto il Vice Ministro.

Le reazioni politiche non mancano

L’opposizione non si è fatta attendere. Per Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, le misure “non sono sufficienti per rilanciare l’economia reale” e rischiano di lasciare indietro “chi ha già pagato il prezzo più alto negli ultimi due anni”. Diversa la posizione di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che ha definito la manovra “un passo fondamentale per mettere in ordine i conti pubblici”.

Anche tra i sindacati i giudizi sono divisi. La Cgil parla di “un primo segnale positivo” ma chiede interventi più decisi sul costo del lavoro. La Cisl invece guarda con favore all’aumento delle detrazioni per i figli a carico: “È una misura concreta – ha commentato il segretario Luigi Sbarra – che va nella direzione giusta”.

Il calendario che ci aspetta

Il Governo ha messo nero su bianco un calendario serrato. Il decreto arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri il 13 febbraio. Poi partirà l’iter parlamentare con l’obiettivo di approvarlo entro metà marzo. I primi effetti sulle buste paga si vedranno già da aprile. Leo ha voluto tranquillizzare: “Le risorse ci sono”, grazie agli incassi Iva aumentati nel secondo semestre 2025 e a una revisione della spesa pubblica, “senza nuovi aumenti di tasse”.

Cosa aspettarsi nel 2026

Gli esperti invitano comunque alla cautela. Secondo un report diffuso ieri da Prometeia, la riforma potrebbe portare a una crescita dello 0,2% del Pil quest’anno, a patto che la situazione internazionale non peggiori ulteriormente. Una variabile sulla quale nessuno vuole sbilanciarsi troppo.

Solo allora si capirà se la strada scelta dal Governo – tra tagli fiscali mirati e lotta all’evasione – sarà davvero servita a dare slancio alla ripresa economica. Nel frattempo resta alta l’attenzione sui mercati e sulle richieste dell’Unione Europea, pronta a fare la conta sui conti italiani alla luce delle nuove regole sul patto di stabilità. Qui il margine resta stretto.

Sonia Rinaldi

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