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Lavorare 4 giorni a settimana, che paga avresti

Published by
Ilaria Macchi

Se si dovssere lavorare quattro giorni a settimana ci sarebbe un’influenza pesante sullo stipendio? Capirlo può essere importante.

Si sottolinea spesso come sia importante avere un impiego stabile, così da avere uno stile di vita i più possibile sereno, nonostante possano esserci comunque dei periodi in cui si può essere in difficoltà a causa di un costo della vita sempre più elevato. Allo stesso tempo, però, c’è chi ritiene che questo non debba portare a trascurare altri aspetti che sono altrettanto fondamentali nella vita di tutti noi, a partire dalla famiglia.

Lavorare meno giorni a settimana è vantaggioso? – Foto | Lamiapartitaiva.it

Arrivare a subire stress a causa del ruolo professionale che si ricopre, infatti, non fa certamente bene né al fisico né alla mente, al punto tale da generare in alcuni casi insonnia e altri problemi di salute. Nasce da questo l’idea di lavorare quattro giorni a settimana, anche se c’è chi teme non possa essere sostenibile sul piano economico.

Quanto si guadagna se si arriva a lavorare quattro giorni a settimana?

Negli ultimi tempi sta crescendo il numero di aziende che sta cercando di venire incontro ai propri dipendenti, ben sapendo come possano rendere al meglio se si sentono supportati anche a livello morale, oltre che economico, Ci sono così diverse realtà che hanno scelto di adottare quella che può essere definita “settimana corta”, anche se non è detto possa essere sostenibile a livello economico sul lungo periodo.

Chi è in cerca di un nuovo impiego avrà certamente notato come stiano crescendo le offerte di imprese che propongono di lavorare quattro giorni a settimana, ma andando a intaccare quello che sarà poi lo stipendio mensile. Essere chiari già da subito non può che essere importante, così a evitare la sensazione di sentirsi “fregati”, ma non può che essere determinante sapere se un guadagno simile faccia al caso proprio. Non a caso, tanti rinunciano al part time non perché non ne abbiano bisogno (può essere utile per chi ha bambini piccoli), ma perché avrebbero bisogno di una busta paga più elevata.

Queste soluzioni possono essere definite “part time verticale”, con caratteristiche che è bene conoscere perché potrebbero non essere adatte alle esigenze di tutti. In questo caso si lavora per lo stesso numero di ore giornaliere previste da un contratto full-time ma per meno giornate. La strutturazione degli orari potrebbe comunque variare con questo tipo di part time, c’è chi potrebbe recarsi in azienda solo dal lunedì al giovedì, chi invece per due settimane al mese, il tutto ovviamente in accordo con il dipendente.

Il numero di ore lavorative deve essere ovviamente deciso in accordo con il dipendente – Foto Lamiapartitaiva.it

Se si vuole calcolare lo stipendio previsto non resta quindi che moltiplicare la retribuzione lorda mensile per la percentuale di ore lavorate. In genere si arriverebbe a rinunciare al 20% dello stipendio previsto per un full time da 40 ore settimanali, anche se tutto dipende da ore e giorni in cui si è prestato servizio.

A cambiare rispetto a un part time orizzontale sono anche le ferie maturale. In quello infatti si matura lo stesso quantitativo di chi lavora full time (moltiplicare la retribuzione lorda mensile per la percentuale di ore lavorate.), in questo caso invece la maturazione è inferiore. Il calcolo può essere effettuato sfruttando una formula: Ferie riconosciute ogni anno dal Ccnl * (Numero giorni lavorati in settimana/Totale dei giorni della settimana lavorativa)..

 

Ilaria Macchi

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