Nel 2025, le perdite nel mondo dello sport potrebbero superare ogni previsione. I ricavi sono in calo, costantemente, mentre i costi salgono senza sosta. Un mix pericoloso, che mette a dura prova bilanci e strategie di squadre e organizzazioni. Eppure, il valore complessivo del patrimonio sportivo e commerciale resta solido. Il nodo, però, è qui: serve un riconoscimento economico che spieghi la distanza tra ciò che si vede nei conti e la realtà sul campo. Una situazione che non lascia spazio a illusioni, ma chiede risposte urgenti.
Negli ultimi anni, le società sportive hanno visto calare i loro guadagni. Le principali fonti di entrata — diritti tv, sponsorizzazioni e biglietti — soffrono per diversi motivi. Il modo in cui il pubblico segue lo sport sta cambiando: sempre più persone si affidano a piattaforme alternative e servizi streaming a basso costo, riducendo il valore dei contratti televisivi.
La presenza del pubblico negli stadi resta bassa, non solo per le restrizioni legate alla pandemia, ma anche per altri fattori, e questo pesa sulle vendite dei biglietti. Gli sponsor, dal canto loro, stanno spostando i loro investimenti verso il digitale o altri settori più stabili e in crescita.
A peggiorare il quadro c’è l’inflazione, che fa lievitare i costi di trasporti e servizi, riducendo ulteriormente i margini e la capacità di investire. Così, molte società italiane ed europee si ritrovano con meno entrate e bilanci sotto pressione.
Le previsioni per il 2025 non sono rassicuranti: molte società sportive si preparano a chiudere in perdita. Il motivo principale è l’aumento costante dei costi operativi. Gli ingaggi dei giocatori, soprattutto nelle categorie più alte, continuano a salire, spinti dalla competizione per i talenti.
A questo si aggiungono le spese per la gestione quotidiana: logistica, manutenzione degli impianti, personale amministrativo. L’aumento dei prezzi dell’energia e di altri materiali fa il resto. I costi fissi crescono e non è facile tagliarli nel breve periodo.
Per molte società, accumulare perdite rischia di mettere a rischio la loro stessa sopravvivenza finanziaria, a meno che non si intervenga con strategie più efficaci sia sul fronte delle spese che dei ricavi. Controllare i costi da solo non basta; serve un piano per rilanciare gli introiti.
Nonostante le difficoltà, il patrimonio sportivo e commerciale resta un elemento solido. Marchi, strutture, diritti su eventi e merchandising conservano un peso importante nei bilanci. Questo patrimonio è la garanzia per gli investimenti futuri.
Il patrimonio tangibile — stadi, centri di allenamento, infrastrutture — è valutato con attenzione e aggiornato regolarmente. Allo stesso tempo, il valore intangibile legato a marchi riconosciuti a livello nazionale e internazionale aiuta ad attrarre sponsor e partner.
Tuttavia, perché questo patrimonio sia davvero valorizzato, spesso serve un riconoscimento economico che vada oltre il valore contabile, un “premio” che rifletta la fiducia nel potenziale di crescita e nella capacità di valorizzare questi asset nel tempo.
Il mix di ricavi in calo, costi in aumento e patrimonio solido spinge gli analisti a chiedere un premio sul valore fondamentale delle società sportive. Questo premio serve a riconoscere il valore aggiunto legato al potenziale di recupero, alla forza del brand e alle prospettive di crescita.
Calcolare questo premio non è semplice: bisogna tenere conto di rischi e opportunità, come la capacità di innovare i modelli di business e di trovare nuove fonti di guadagno. Ad esempio, guardare ai mercati esteri o puntare sulle tecnologie digitali può aumentare il valore percepito e reale delle società.
Negli ultimi anni gli investitori hanno mostrato interesse crescente per il settore sportivo, ma chiedono valutazioni più prudenti per evitare sorprese. Il premio sul valore resta quindi un passaggio chiave per chi vuole fare investimenti o stringere partnership solide.
Il quadro attuale dello sport italiano ed europeo è chiaro: da una parte, i ricavi si contraggono mentre i costi salgono; dall’altra, un patrimonio importante che va tutelato e valorizzato, ma che richiede una nuova lettura finanziaria. Le prossime mosse delle società saranno decisive per cambiare la rotta.
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