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Nissan, non ci siamo proprio: la batosta è dura da digerire

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Manfredi Falcetta

Brutte notizie per il famoso marchio giapponese. Le azioni sono in netta caduta. 

Per il settore automotive, la situazione sembra farsi sempre più complessa e sfidante. Recentemente, Nissan ha annunciato notizie preoccupanti che hanno influito notevolmente sul suo titolo alla Borsa di Tokyo, facendo registrare una vistosa flessione. Le azioni hanno subito un calo di oltre il 6% all’apertura, e i motivi alla base di questa crisi aziendale sono molteplici, alimentando così ulteriori interrogativi sul futuro del colosso giapponese.

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La revisione al ribasso dell’utile operativo del 70% per l’anno fiscale in corso ha gettato un’ombra pesante sulle prospettive di Nissan. Da un iniziale ottimismo, si è passati a previsioni che parlano di un risultato operativo che non supererà i 150 miliardi di yen, circa 910 milioni di euro. Questo dato, confrontato con i 500 miliardi di yen precedentemente annunciati, evidenzia una caduta vertiginosa e un chiarissimo allerta per gli investitori. E non è finita qui. Il fatturato, previsto inizialmente a 14.000 miliardi di yen, è ora stimato a 12.700 miliardi, un ulteriore segnale delle difficoltà che il marchio giapponese sta affrontando. Il quadro, pertanto, non è dei migliori, e le motivazioni di questa crisi appaiono molteplici.

Crisi globale e strategia aziendale

L’industria automobilistica nel suo insieme sta vivendo un momento difficile. La crescente concorrenza, in particolare negli Stati Uniti, dove Nissan ha dovuto aumentare gli incentivi per le concessionarie per mantenere la propria quota di mercato, sta mettendo a dura prova le finanze dell’azienda. Ma la situazione è ulteriormente complicata dalla flessione delle vendite in Cina, dove i produttori locali stanno guadagnando terreno con veicoli elettrici a prezzi decisamente più aggressivi. Questo non ha aiutato Nissan, che, oltre a fronteggiare il calo delle vendite, ha anche deciso di procedere con un significativo taglio della forza lavoro: quasi 9.000 dipendenti globalmente, pari al 7% della forza lavoro complessiva. È evidente che l’azienda sta cercando di contenere i costi e riorganizzarsi, ma non sembra esserci una soluzione immediata in vista.

Misure drastiche e futuro incerto

In un tentativo di migliorare la liquidità, Nissan ha anche confermato la decisione di cedere una partecipazione del 10% in Mitsubishi Motor, un altro tassello di questo complesso puzzle. La compagnia giapponese, che detiene attualmente il 34% dell’azienda, mira a rafforzare la propria situazione finanziaria con questa manovra. Tuttavia, non ci sono certezze sul netto di esercizio. Makoto Uchida, amministratore delegato di Nissan, ha dichiarato che non è possibile prevedere un utile netto nel periodo di riferimento e ha deciso di ridursi lo stipendio del 50% a tempo indeterminato, un gesto che denota la serietà della situazione e la volontà di assumersi la responsabilità per i risultati deludenti.

I prossimi mesi saranno dunque cruciali per comprendere se le misure adottate saranno davvero efficaci o se, al contrario, ci porteranno a dover affrontare un panorama ancora più sfidante nel settore automobilistico. La crisi non sembra però destinata a terminare a breve, facendo leva su un contesto globale instabile e altamente competitivo.

Manfredi Falcetta

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