Serve chiarezza, hanno detto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili . E così, hanno appena pubblicato nuove linee guida per le perizie richieste dall’articolo 4, comma 9, della legge 118 del 2022. Una normativa recente, ancora in fase di assestamento, che richiede un approccio più strutturato. L’intento è semplice, ma cruciale: assicurare uniformità e trasparenza nelle valutazioni, evitando interpretazioni discordanti e confusione tra i professionisti. Di fatto, si tratta di un passo deciso per mettere ordine in un campo delicato e in rapida evoluzione.
Il CNDCEC propone un vero e proprio schema operativo per affrontare la stima prevista dalla legge. Il testo spezza il processo in fasi ben definite, dalla raccolta delle informazioni essenziali fino all’adozione delle tecniche di valutazione più adatte.
Si insiste molto sulla necessità di documentare con cura ogni passaggio e di giustificare le scelte metodologiche, basandosi su dati concreti e riferimenti normativi o tecnici solidi. Viene sottolineata l’importanza di integrare l’analisi comparativa e la valutazione del mercato per assicurare che i risultati siano affidabili e robusti.
Un altro punto centrale riguarda la selezione delle fonti e la classificazione degli attivi o delle voci da valutare, per facilitare controlli efficaci e garantire che il lavoro sia ripetibile e verificabile in fase di revisione.
Oltre a fornire la struttura, il CNDCEC suggerisce un modello valutativo standard da adottare nelle perizie previste dall’articolo 4, comma 9. Si tratta di un approccio integrato, che combina diverse tecniche valutative in base alla natura del bene o dell’interesse esaminato.
Il documento raccomanda di usare metodi comparativi, reddituali e di mercato, quando i dati lo permettono. Per beni complessi, come impianti industriali o diritti immateriali, si prevede il ricorso a valutazioni tecniche specialistiche e perizie aggiuntive, così da rendere la relazione completa e solida.
Viene anche sottolineata l’importanza di dettagliare le ipotesi di base, le aspettative economiche e i tempi considerati. Il modello deve essere chiaro, trasparente e facilmente confrontabile con perizie simili, sia in ambito pubblico sia privato.
Infine, la relazione dovrà indicare eventuali limiti o rischi legati alla valutazione, per permettere un’analisi critica da parte di chi la dovrà verificare o utilizzare.
Questo documento arriva in un momento in cui le perizie economiche e finanziarie stanno assumendo sempre più peso, sia nel settore pubblico che in quello privato. Per dottori commercialisti ed esperti contabili, le linee guida del CNDCEC diventano un punto di riferimento imprescindibile per il 2024.
Adottare criteri uniformi e modelli condivisi significa alzare la qualità delle valutazioni e ridurre il rischio di contestazioni dovute a errori o mancanze nella documentazione. Inoltre, facilita il dialogo con enti pubblici e privati, che spesso chiedono informazioni precise e formalmente corrette per prendere decisioni.
Sul fronte della formazione, il testo spinge a un aggiornamento continuo sulle tecniche di valutazione e sulla normativa vigente. Avere un modello definito aiuta anche a standardizzare le procedure negli studi e negli uffici tecnici, rendendo il lavoro più efficiente.
L’evoluzione normativa, sia a livello italiano che europeo, richiederà sicuramente nuovi aggiustamenti, ma con questo documento si parte da una base comune e da un linguaggio tecnico condiviso. Due elementi fondamentali per garantire un lavoro peritale serio e ordinato.
Le indicazioni del CNDCEC potrebbero diventare presto un riferimento anche per tavoli tecnici e per ulteriori regolamenti. La tendenza nelle perizie economiche, soprattutto nel settore pubblico, va verso una maggiore formalizzazione e l’adozione di best practice riconosciute a livello nazionale.
Così si eviteranno interpretazioni discordanti della legge 118/2022 e si assicurerà più coerenza nelle valutazioni. Questo dovrebbe tradursi in maggiore trasparenza nei processi decisionali legati all’attività economica degli enti coinvolti.
Parallelamente, si punta a innovare il modello valutativo con nuove tecniche e strumenti digitali per migliorare la raccolta e l’elaborazione dei dati. Per i professionisti significa integrare competenze tecnologiche con quelle tradizionali, offrendo così valutazioni più rapide e precise.
Il documento si propone come una guida dinamica, pronta a essere aggiornata con l’esperienza e i cambiamenti normativi o giurisprudenziali. Ma resta saldo il principio che il lavoro peritale deve basarsi su correttezza, completezza e trasparenza, soprattutto in un momento in cui la trasparenza finanziaria è al centro dell’attenzione nel nostro Paese.
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