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Nuove regole IFRS 9, 7 e 18: aggiornamenti sui bilanci di banche e intermediari con focus su cripto-attività

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Franco Sidoli

A gennaio, il mondo contabile ha visto entrare in vigore nuove regole destinate a cambiare il modo in cui si guardano alle attività finanziarie. IFRS 9 e IFRS 7, già pilastri degli standard internazionali, hanno subito modifiche sostanziali. Ma la vera novità è l’arrivo di IFRS 18, uno standard pensato appositamente per le criptovalute, un settore in rapida espansione e ancora avvolto da molte incertezze. Non si tratta solo di aggiornare i bilanci: queste norme puntano a rendere più chiaro e trasparente il rapporto tra aziende, investitori e mercati. In un contesto finanziario sempre più intrecciato e complesso, adattare le regole è diventato non solo necessario, ma urgente.

IFRS 9: più rigore nella gestione del rischio e nella valutazione degli strumenti finanziari

IFRS 9 regola come si contabilizzano e valutano gli strumenti finanziari. Le ultime modifiche puntano a chiarire meglio come classificare e misurare questi strumenti, con un’attenzione particolare al rischio di credito. Ora le regole impongono criteri più severi per calcolare le perdite attese, basandosi maggiormente su dati concreti e meno su supposizioni. Questo cambia in modo evidente come le aziende devono fare le svalutazioni, con impatti importanti nei bilanci, sia delle società finanziarie che di quelle non finanziarie.

Il nuovo testo spinge le aziende a rivedere le proprie politiche interne, per assicurare maggiore chiarezza e coerenza nelle stime del rischio. Inoltre, IFRS 9 allarga il campo di applicazione, includendo anche nuovi strumenti finanziari legati alle tecnologie emergenti.

IFRS 7 si fa più trasparente: cosa cambia nell’informativa sul rischio

Con l’aggiornamento di IFRS 7, cresce l’attenzione sull’informativa da dare riguardo ai rischi connessi agli strumenti finanziari. La versione aggiornata richiede una comunicazione più dettagliata, in particolare sui rischi di liquidità e di mercato. Viene ampliata la lista delle informazioni obbligatorie per far capire meglio la natura e la portata dei rischi cui è esposta l’azienda.

Questo passo aiuta a rendere più chiaro il quadro, non solo per le società finanziarie, ma anche per quelle industriali che gestiscono portafogli finanziari significativi. Così IFRS 7 facilita un’analisi più puntuale da parte di investitori e stakeholder, contribuendo a un mercato più trasparente e efficiente.

IFRS 18: la prima regolamentazione contabile per le cripto-attività

Con IFRS 18 arriva una risposta concreta alla diffusione crescente delle cripto-attività. Prima di questo standard, la contabilizzazione di criptovalute e asset digitali era un terreno incerto, con regole poco chiare e interpretazioni diverse a livello internazionale. Il nuovo standard prova a mettere ordine, definendo regole precise per classificare, valutare e registrare queste risorse.

IFRS 18 riconosce la natura particolare e la volatilità di queste attività, distinguendo tra diverse tipologie di cripto-attività. Non si tratta più di applicare le regole degli strumenti finanziari tradizionali o delle proprietà intellettuali. Lo standard stabilisce anche come trattare i costi di acquisto e come contabilizzare le variazioni di valore che influenzano il patrimonio netto.

In pratica, IFRS 18 è una svolta fondamentale per le aziende del digitale e per gli investitori che cercano regole chiare e affidabili.

Cosa cambia per le aziende italiane e il mercato

Per le imprese italiane, questi aggiornamenti agli IFRS rappresentano una sfida concreta, ma anche un’occasione per modernizzare le pratiche contabili. Società quotate e operatori finanziari dovranno aggiornare controlli interni e sistemi informativi per adeguarsi alle nuove regole.

Le modifiche favoriscono anche una maggiore uniformità a livello internazionale. Chi opera su mercati esteri potrà contare su dati più comparabili, un fattore cruciale per attrarre investimenti e rafforzare la propria posizione.

Non si tratta solo di bilanci: il nuovo quadro normativo incide anche sui processi decisionali, soprattutto nella gestione dei rischi legati a strumenti finanziari e cripto-attività. Per questo, aziende e operatori dovranno mettere in campo nuove procedure e formazione, per rispettare i requisiti in vigore nel 2024.

Franco Sidoli

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