Roma, 2 febbraio 2026 – Nel complicato intreccio della fiscalità italiana, c’è una regola che continua a creare dubbi tra professionisti, imprese e contribuenti: le scelte fatte nel primo anno di attività fissano il regime fiscale per gli anni a venire. Questo principio, ribadito più volte negli ultimi mesi dall’Agenzia delle Entrate, richiede attenzione fin dai primi passi. Chi lavora nel settore – commercialisti e consulenti su tutti – sa bene che quello che si decide all’inizio, tra codici, opzioni e regimi agevolati, può segnare la posizione fiscale per molto tempo.
Da quanto spiegano i funzionari dell’Agenzia delle Entrate, l’opzione scelta nel primo anno – per esempio tra regime forfettario e ordinario, o la richiesta di trasparenza fiscale nelle società di persone – “rimane vincolante almeno per tre anni”, salvo casi particolari di decadenza o recesso espressamente previsti. Per fare un esempio concreto: un artigiano che apre partita Iva nel 2025 con il regime forfettario dovrà tenerlo fino al 2028, a meno che non superi i limiti stabiliti dalla legge o si verifichino altre condizioni che impongono il cambiamento.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le comunicazioni preventive. “Molte scelte si perfezionano attraverso comportamenti concreti o con l’indicazione nella dichiarazione dei redditi”, ha chiarito ieri pomeriggio Mario Polverini, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Roma. Non è un dettaglio da poco: sbagliare nella compilazione o dimenticare di segnalare la scelta può avere conseguenze difficili da sistemare in seguito.
Con l’espansione del regime forfettario, negli ultimi anni i dubbi sono aumentati. “Chi inizia spesso pensa sia facile cambiare regime”, dice un funzionario delle Entrate coinvolto nelle recenti circolari operative. In realtà, una volta scelta una strada – come il forfettario – il vincolo dura almeno tre anni fiscali. Solo se si perdono i requisiti (per esempio superando la soglia di fatturato o entrando in società) si può cambiare prima.
Stessa regola vale per le società che optano per la trasparenza fiscale: serve comunicare la scelta all’amministrazione finanziaria e questa resta valida per almeno tre anni. Ci sono casi particolari, come il passaggio dal regime ordinario alla liquidazione Iva trimestrale, dove le opzioni possono essere annuali; ma anche qui è fondamentale tenere d’occhio scadenze e condizioni.
Tra gli errori più frequenti segnalati dagli studi romani ci sono quelli nella prima dichiarazione dei redditi o nel quadro VO. Solo dopo mesi molti contribuenti scoprono di aver fatto una scelta sbagliata o poco conveniente. Le norme permettono in alcuni casi di correggere con dichiarazioni integrative entro certi termini; in altri casi invece bisogna aspettare la fine del vincolo triennale.
“Non è solo questione di forma”, osserva Polverini. “Le decisioni iniziali incidono sul carico fiscale futuro, sulle possibilità di deduzione e persino sull’accesso a certi incentivi”. Dal ministero dell’Economia confermano un aumento delle richieste di chiarimento su situazioni limite e cause di forza maggiore che possono giustificare un cambio anticipato del regime.
In questo quadro, commercialisti e consulenti tributari hanno un ruolo fondamentale. “La consulenza iniziale è decisiva perché non sempre si può tornare indietro dopo aver scelto”, sottolinea ancora Polverini. La formazione continua degli operatori resta essenziale: l’Agenzia delle Entrate ha già annunciato nuovi incontri informativi tra febbraio e marzo per rispondere ai dubbi pratici su casi complessi.
Al momento resta chiaro questo principio: le scelte fatte nel primo anno condizionano gli anni successivi. Il consiglio? “Meglio prendersi qualche giorno in più per valutare tutte le conseguenze fiscali anziché trovarsi legati a un regime poco adatto”, conclude Polverini. Così la fiscalità italiana conferma ancora una volta il suo carattere severo: ogni decisione conta davvero e va presa con calma ma con attenzione alle regole sul tavolo.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha deciso: niente più pro rata per le cessioni…
Ogni mattina, chi lavora nel fisco e nella contabilità si confronta con decine di novità…
Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha deciso di accorpare diverse Corti. Un colpo…
Ogni giorno spuntano nuove norme, sentenze, circolari. E chi lavora tra economia e diritto lo…
Quando le regole cambiano ogni giorno, restare aggiornati diventa una sfida. Un nuovo sito è…
Nel 2024, il panorama fiscale si trasforma rapidamente, mettendo alla prova chi lavora tra numeri…