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Omaggi natalizi 2025: come ottenere deduzioni fiscali con pagamenti tracciabili

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Luca Ippolito

Milano, 19 novembre 2025 – Le aziende che vogliono fare regali di Natale a clienti, fornitori o dipendenti devono fare i conti con nuove regole fiscali che entrano in vigore dal 1° gennaio 2025. Da quell’anno, per poter scaricare le spese legate agli omaggi, il pagamento dovrà avvenire con metodi tracciabili. Un cambio importante, che rivoluziona le abitudini di molte imprese italiane.

Regole più rigide per i regali di Natale dal 2025

La novità riguarda quasi tutte le imprese che chiudono l’anno fiscale con il calendario. Prima, si poteva dedurre anche se si pagava in contanti, purché si rispettassero certi limiti e fosse chiaro cosa si era comprato. Dal prossimo Natale, invece, per poter scaricare le spese si dovrà usare bonifici, carte di credito o assegni non trasferibili. Insomma, i contanti non basteranno più.

Questa misura fa parte di una strategia più ampia per combattere l’evasione fiscale e rendere più trasparenti i rapporti tra aziende e fornitori. “Un passo avanti per arginare il nero”, spiega un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. “Con i pagamenti tracciabili, i controlli sono più efficaci e si tutela sia lo Stato sia le imprese oneste”.

Quanto si può dedurre per i regali di Natale

La regola vale per tutti i tipi di omaggi natalizi: dai cesti di prodotti alimentari alle bottiglie di vino, dai gadget personalizzati a oggetti più costosi. Il tetto massimo per dedurre resta lo stesso: fino a 50 euro per ogni regalo (IVA esclusa) destinato a clienti o fornitori. Se si supera questa cifra, la spesa non si può più scaricare.

Per i regali ai dipendenti, invece, il limite è più alto: fino a 258,23 euro all’anno per ogni lavoratore. Oltre questo importo, il valore del regalo si considera reddito da lavoro e viene tassato. Anche in questo caso, però, il pagamento deve essere tracciabile per godere delle agevolazioni fiscali.

Pagamenti tracciabili: cosa significa davvero

L’Agenzia delle Entrate ha spiegato bene cosa si intende per pagamento tracciabile. Sono validi tutti quei metodi che permettono di identificare chi paga e chi riceve: bonifici bancari o postali, carte di credito o debito, assegni non trasferibili. Non valgono invece i contanti o altri metodi anonimi.

“Le aziende devono conservare le prove di pagamento”, avverte un commercialista di Milano esperto in fiscalità d’impresa. “Se arriva un controllo, bisogna mostrare sia la fattura sia la ricevuta del pagamento con metodo tracciabile”.

Cosa cambia per le aziende in pratica

Questa novità spinge le imprese a essere più attente quando comprano i regali di Natale. Non basta più scegliere il prodotto o il fornitore: bisogna anche pianificare come pagare e tenere tutte le carte in ordine. Una cosa che potrebbe creare qualche difficoltà soprattutto alle piccole realtà o ai professionisti che usano ancora i contanti.

Le associazioni di categoria mettono in guardia su un possibile aumento della burocrazia, ma sottolineano anche i vantaggi per chi lavora nella legalità. “È una questione di chiarezza”, commenta un portavoce di Confcommercio Lombardia. “Chi rispetta le regole non deve avere paura”.

Controlli stringenti e rischi per chi non si adegua

Se non si rispettano le nuove norme sulla tracciabilità dei pagamenti, le spese per i regali di Natale non saranno più deducibili. L’Agenzia delle Entrate ha già annunciato controlli mirati durante le feste, soprattutto sulle aziende che dichiarano spese elevate per gli omaggi.

Per evitare problemi, gli esperti consigliano di fare molta attenzione a ogni passaggio: dalla scelta del fornitore al modo in cui si paga, fino alla conservazione della documentazione. Solo così si potrà continuare a fare regali aziendali senza rischiare multe o contestazioni fiscali.

Luca Ippolito

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