Volete risparmiare con la Partita Iva? Niente di più semplice: ecco le regole fondamentali per farlo, e con semplicità
Spendere poco con la Partita Iva è possibile: nessuno lo sa ma è davvero molto più semplice di quello che si potrebbe pensare. Proviamo perciò a spazzare via con questo articolo alcuni dei falsi miti su questo regime fiscale. Con queste notizie, anche chi da sempre è un sostenitore del lavoro dipendente potrebbe persino cambiare idea.
Avere una propria Partita Iva significa essere dei liberi professionisti con un’impresa che può essere anche individuale se la Partita Iva è a vostro nome. Con un semplice gesto diventerete perciò dei lavoratori a tutti gli effetti e dovrete pagare le apposite tasse e sanzioni in caso di errori e ritardi nei pagamenti.
Dall’altro lato, però, questa posizione sociale vi da diritto anche a delle agevolazioni che solo un bravo professionista del settore può spiegarvi. Cerchiamo, perciò, in primis di comprendere come sia possibile spendere meno avendo la Partita Iva. Spaziamo via quei falsi miti secondo cui chi apre questo strumento finanziario e incomincia a lavorare in proprio è destinato al fallimento.
Avere una Partita Iva è molto più facile di quello che si può pensare: si può anche aprire da soli riempiendo l’apposito modulo che consegneremo all’Agenzia delle Entrate. Il consiglio però è sempre quello di affidarsi a un bravo commercialista o, in alternativa, a un consulente commerciale per evitare di fare errori fin dall’inizio che poi possono appesantire tutto il nostro futuro lavoro.
Per risparmiare, esiste una grande opportunità rivolta a chi apre la Partita Iva per la prima volta: queste persone, infatti, potranno usufruire del regime forfettario che prevede una tassazione inferiore rispetto a quello ordinario. Si parla del 5% per i primi 5 anni e poi del 15% al posto dell’Irpef che invece ha un’aliquota minima del 23%.
Un altro modo valido per risparmiare sulla Partita Iva è sicuramente quello di affidarsi a un professionista del settore in gamba. Anche in questo caso, in soccorso dei più poveri arriva l’online con servizi di consulenza fiscale a costi imbattibili e prestazioni fiscali di alto livello.
Per un commercialista che riceve nel suo studio, infatti, si potrebbe arrivare a spendere fino a 2 mila euro l’anno se hai un regime ordinario mentre se sei un forfettario i prezzi si dimezzano. Con un consulente online la spesa si aggira invece attorno ai 900 euro per i regimi ordinari e sui 480 euro per i forfettari.
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