Se non hai pagato le tasse, scopri quale è l’idea del governo a riguardo, tutte le informazioni che devi sapere per non farti cogliere impreparato.
Gli evasori secondo il Mef sarebbero circa 41 miliardi per i lavoratori autonomi o per chi ha un reddito di impresa, si tratta di 4 milioni di contribuenti. Secondo il Governo Meloni la principale causa di evasione dipenderebbe dal fatto che il fisco sia abbastanza indulgente. Al momento infatti ci sarebbe un accordo con determinate condizioni ovvero deve essere dichiarato tutto ciò che si guadagna, tuttavia se si dovesse sgarrare o dichiarare meno non si perderebbe comunque il beneficio del concordato a patto che l’importo nascosto non superi il 30% di quello dichiarato.
Questo accade in quei casi in cui il contribuente dopo essersi confrontato con l’agenzia delle entrate attraverso un contraddittorio semplificato. Una volta accettato, per due anni dovranno essere pagate le imposte in base alla proposta fatta. Ciò significa che se ad esempio è stato calcolato un reddito imponibile di 70.000 €, anziché di 50.000€ dichiarati, se nello stesso anno la società ha conseguito un reddito imponibile di ad esempio 100.000 € e nell’anno successivo di 120.000€, le imposte e i contributi saranno sempre calcolati su 70.000 €. Questa proposta dell’agenzia delle entrate tuttavia non si rivolgerebbe a tutti, e ci sarebbero dei requisiti per poterne beneficiare.
Per chi evade le tasse, ci sarebbero due benefici, sicuramente quello di pagare meno del dovuto, in quanto i dati del fisco probabilmente saranno incompleti, inoltre non ci saranno accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate nei due anni successivi.
I controlli infatti, ci saranno principalmente su chi non aderirà al concordato, ciò significa che il fisco concederebbe un margine di errore, il discorso cambia però sull’applicazione dell’Iva che andrà pagata seguendo le regole ordinarie. A poter rientrare nella misura, saranno anche tutti quegli autonomi che hanno un reddito fino a 85.000 € e che pagano la flat tax al 15%.
Chi aderirà a tale misura, potrà comunque mantenere il regime forfettario, i requisiti di adesione infatti indicano che non devono esserci pendenze con il fisco, o che comunque non debbano essere superiori a 5000 €, inoltre il soggetto dovrà essere considerato affidabile ciò significa che come previsto dal decreto legislativo del Consiglio dei Ministri del 3 novembre, il punteggio Isa dello stesso dovrà essere almeno di 8 punti.
Attualmente sembrerebbe che su 4 milioni di contribuenti, ad essere in ordine dal punto di vista fiscale sarebbero circa 1 milione. Va inoltre ricordato che chi non aderirà al concordato proposto dall’agenzia delle entrate, sarà sottoposto a controlli periodici.
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