Per le pensioni di disabilità e invalidità diventa ora più semplice grazie a questa novità: di cosa si tratta e in cosa consiste.
Quello delle pensioni resta uno dei temi più importanti e dibattuti del nostro paese: al momento pare sia stata confermata Quota 103, ma dal prossimo anno potrebbero arrivare delle sostanziali novità, di cui molti attendono con ansia di scoprire tutti i dettagli.
Oltre a quelle “ordinarie”, ci sono però altre pensioni erogate dallo Stato: quelle destinate alle persone che si trovano in difficoltà per diversi problemi di salute. Con l’approvazione definitiva di un nuovo decreto per la delega sulla disabilità (n. 227/2021), si sta ora mettendo in atto un cambiamento davvero incredibile per le pensioni di disabilità e invalidità civile.
Ma in cosa consiste questo cambiamento? Qual è il nuovo sistema di valutazione della percentuale di invalidità e come verranno organizzati i pagamenti? Ecco le informazioni a riguardo, molti cittadini risultano interessati in prima persona.
Come riportato dal sito money.it, questo nuovo decreto rivede la definizione (utilizzata da oggi in poi nelle diciture delle accertazioni dell’invalidità civile) di “handicappato” e “portatore di handicap”, rivedendo di fatto il sistema per la definizione delle percentuali di invalidità.
Con disabilità si intendono ora “durature compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, in interazione con barriere di diversa natura, possono ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri”. Intorno alle varie disabilità verrò poi costruito un “Progetto di Vita”, ovviamente personalizzato sulle esigenze del cittadino in questione. Sarà l’INPS ad occuparsi della valutazione e, una volta conclusa, verrà rilasciato un certificato di disabilità che va a sostituire le documentazioni allegate alla richiesta.
In questo modo, il cittadino potrà richiedere le prestazioni che gli spettano in base alla percentuale di disabilità che gli è stata assegnata; il nuovo provvedimento prevede però che in alcuni casi ci può essere un riconoscimento delle prestazioni sociali o socio sanitarie anche prima del processo di valutazione, anche se qualora l’esito dovesse poi risultare negativo si dovrà restituire quanto percepito. Delle novità comunque che mirano ad agevolare il percorso delle persone in difficoltà verso l’ottenimento di quegli aiuti messi loro a disposizione.
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