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Ravvedimento operoso: sanzioni ridotte al 10% per ritenute su redditi finanziari prima del modello 770

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Franco Sidoli

Milano, 26 gennaio 2026 – Le sanzioni per il mancato o ritardato versamento delle ritenute si riducono drasticamente se il pagamento arriva prima della consegna del modello 770. Lo stabilisce la legge attuale, che consente di pagare appena un decimo della sanzione normale, a patto che il ravvedimento sia fatto prima di trasmettere la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta.

Sanzione ridotta: come funziona davvero

La regola è chiara: le sanzioni amministrative per il mancato versamento delle ritenute su redditi da lavoro dipendente o autonomo calano se si salda l’importo dovuto insieme agli interessi entro certi termini. Il fulcro è la tempistica: chi sistema il pagamento e la sanzione prima dell’invio del modello 770 paga solo un decimo della multa ordinaria. Per farla semplice, una sanzione che normalmente sarebbe il 30% della cifra non versata, diventa molto più leggera grazie all’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.

Facciamo un esempio pratico: un sostituto d’imposta che paga in ritardo una ritenuta di mille euro rischia una sanzione base di 300 euro. Se invece salda tutto in tempo, la multa scende a soli 30 euro più gli interessi legali maturati. Un risparmio importante per professionisti e aziende.

Il termine da tenere d’occhio: il modello 770

La scadenza da segnare in rosso è quella della presentazione del modello 770, la dichiarazione annuale che i sostituti d’imposta inviano solitamente entro il 31 ottobre. “Bisogna fare attenzione alla data esatta di invio – spiega Mauro Piani, commercialista a Milano – perché da quel momento non si può più beneficiare della riduzione a un decimo”. Solo fino a quel giorno il ravvedimento si considera tempestivo.

Se il versamento arriva dopo l’invio del modello, le riduzioni diventano meno convenienti, seguendo le regole del ravvedimento operoso. Le sanzioni salgono gradualmente: dal 1/9 fino all’importo pieno.

Ravvedimento operoso: come mettersi in regola

Per approfittare di questa possibilità, serve usare il cosiddetto ravvedimento operoso, previsto sempre dall’articolo 13 del decreto citato. Il contribuente deve pagare quanto deve, aggiungere gli interessi legali calcolati giorno per giorno e la sanzione ridotta. Il tutto con modello F24 usando i codici tributo giusti.

“Consiglio di segnarsi bene le scadenze e di intervenire senza perdere tempo”, avverte Piani. Spesso piccoli errori o dimenticanze possono far lievitare le multe se non ci si muove rapidamente.

I numeri dell’Agenzia delle Entrate

Ogni anno, secondo l’Agenzia delle Entrate, sono migliaia i casi di omesso o ritardato versamento delle ritenute, soprattutto nei settori con lavoro stagionale e tra i piccoli studi professionali. La possibilità di pagare una sanzione ridotta è una vera boccata d’ossigeno che spinge alla regolarizzazione spontanea prima che arrivino controlli più severi.

“Il nostro obiettivo – spiegano dall’Agenzia – è incoraggiare i contribuenti a rispettare gli obblighi fiscali senza aspettare accertamenti”. Un portavoce ha aggiunto: “Sappiamo che possono esserci difficoltà pratiche. Questa riduzione vuole essere un incentivo concreto per chi vuole sistemare la propria posizione”.

Cosa succede dopo la scadenza

Superato il termine del modello 770, finisce la possibilità di pagare la sanzione al minimo. Restano altre forme di ravvedimento, ma con costi più alti e meno vantaggi economici.

Se poi ci sono omissioni ripetute o mancata regolarizzazione anche dopo i termini previsti, l’Agenzia può passare a misure più dure, con multe maggiori e persino segnalazioni all’autorità giudiziaria nei casi più gravi.

In sintesi, chi agisce come sostituto d’imposta deve stare molto attento alle scadenze e alle tempistiche. Solo così può godere delle agevolazioni offerte dalla legge e limitare problemi con il fisco.

Franco Sidoli

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