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Riforma Commercialisti 2025: Cdm Approva Legge Delega con Nuovo Schema e Valutazione Politica

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Luca Ippolito

Roma, 12 settembre 2025 – Ieri a Palazzo Chigi, il **Consiglio dei Ministri** ha dato l’ok alla **legge delega per la riforma della professione di Dottore Commercialista e di Esperto Contabile**, un passaggio che la categoria attende da più di dieci anni. Il provvedimento, uscito dopo giorni di trattative e il no alla versione precedente del 4 settembre, punta a rinnovare le regole che governano la professione. L’obiettivo dichiarato dal Ministero della Giustizia è chiaro: “aggiornare il settore per rispondere meglio alle esigenze di imprese e cittadini”.

## **Come cambierà la professione del commercialista**

Dal testo approvato dal governo Meloni emergono diverse novità. La riforma ridefinisce i criteri per entrare nella professione, cambia gli esami e i percorsi formativi. In più, gli ordini territoriali avranno più poteri, soprattutto su vigilanza e formazione continua. Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, ha spiegato che si punta “a snellire gli obblighi burocratici e a dare più peso ai professionisti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione”.

C’è spazio anche per le specializzazioni: è previsto un sistema più flessibile per far entrare gradualmente i giovani laureati in economia nel mondo degli **esperti contabili** e dei **dottori commercialisti**, con una maggiore attenzione alla formazione pratica e all’aggiornamento costante.

## **La strada parlamentare resta lunga**

Il via libera del Consiglio dei Ministri è solo il primo passo. Nei mesi a venire la **legge delega** dovrà passare sotto la lente di Camera e Senato. Qui potrebbero arrivare modifiche, frutto del confronto con partiti e associazioni di categoria. “Siamo pronti a collaborare con il Parlamento per migliorare ulteriormente il testo”, ha detto Maurizio Grosso, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.

Il nodo più discusso riguarda l’esercizio in forma associata e le compatibilità con altre attività professionali. Un tema caldo sia tra gli addetti ai lavori sia tra i partiti, come si è visto nei corridoi di Montecitorio.

## **Tra soddisfazioni e dubbi nella categoria**

Tra i professionisti l’umore è misto. Da una parte c’è chi applaude la riapertura del dossier – “Era ora di una vera riforma”, commenta Francesco Moschella, commercialista romano – dall’altra restano dubbi sulle reali conseguenze del provvedimento. Molti chiedono certezze sui tempi per l’entrata in vigore dei decreti attuativi. Oggi in Italia lavorano circa 120mila dottori commercialisti e 10mila esperti contabili, numeri stabili negli ultimi dieci anni ma con un ricambio generazionale sempre più lento.

Non manca poi l’attenzione all’impatto della digitalizzazione. “La vera sfida è diventare più digitali senza perdere il rapporto diretto con le persone”, sottolinea Chiara Berti, consigliera dell’ordine di Firenze. Un tema importante soprattutto nelle realtà locali dove questa figura rappresenta spesso il primo punto di riferimento per imprese e privati.

## **Una riforma che tarda ad arrivare**

Non è la prima volta che si prova a intervenire su questa materia. Nel 2017 un tentativo simile era finito bloccato tra emendamenti e veti incrociati in Parlamento. Stavolta però lo scenario sembra diverso: c’è più pressione dalle associazioni di categoria che nelle ultime settimane hanno incontrato sia il ministro Nordio che il viceministro Sisto.

Tra le novità ci sono anche più trasparenza nei meccanismi disciplinari interni e tutele rafforzate per i praticanti. Segnali accolti bene soprattutto dai giovani: “Finalmente si parla del nostro futuro”, raccontava ieri sera un gruppo di praticanti davanti alla sede romana dell’ordine.

## **I prossimi passi e i tempi da tenere d’occhio**

Fonti parlamentari parlano di un avvio della discussione nelle commissioni già entro fine settembre. Il governo punta ad avere i decreti attuativi pronti entro la primavera 2026, ma tutto dipenderà dalla velocità dell’esame parlamentare. L’attenzione rimane alta: questa riforma riguarda un settore chiave per l’economia nazionale e per le imprese sul territorio.

Per ora emergono molte richieste di chiarimenti da parte degli operatori. Il quadro resta fluido, in attesa delle prossime tappe parlamentari e degli effetti concreti che questa riforma potrà avere sul campo.

Luca Ippolito

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