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Riforma Commercialisti ed Esperti Contabili: ANC Audita in Commissione Giustizia il 29 Gennaio 2026

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Luca Ippolito

Roma, 29 gennaio 2026 – Questa mattina, intorno alle 10.30, l’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC) è stata ascoltata dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati per parlare del disegno di legge che vuole cambiare l’ordinamento della professione di commercialista e di esperto contabile. Una riforma attesa da anni da chi lavora nel settore e che, tra i corridoi di Montecitorio così come negli studi professionali e nei tribunali, viene vista come un passaggio decisivo per tutta la categoria.

Commercialisti e riforma: cosa cambia con il nuovo ordinamento

Nel cuore di Roma, tra i palazzi di via della Missione, l’attenzione era tutta sui punti chiave del provvedimento che, come ha spiegato l’ANC, punta a ridefinire compiti, responsabilità e criteri per entrare nella professione. Si tratta di un tema tecnico, certo, ma che riguarda migliaia di iscritti in tutta Italia. “È una svolta normativa importante”, ha detto in audizione il presidente dell’associazione, Marco Cuchel, chiedendo al Parlamento “un confronto sincero su criticità e prospettive”. La proposta vuole aggiornare regole ferme da oltre quindici anni.

Le richieste della categoria: formazione, accesso e tutela

La relazione dell’ANC, disponibile da stamattina anche sul sito dell’associazione, si concentra soprattutto su tre aspetti: la formazione continua, l’ingresso nella professione e la tutela dei clienti. Sulla formazione, la richiesta è chiara: mettere al centro percorsi obbligatori di aggiornamento che tengano il passo con le novità fiscali e civilistiche. Per quanto riguarda l’accesso, si chiede trasparenza nelle prove d’esame e una maggiore attenzione al tirocinio pratico. “Il mercato cambia ogni anno, i professionisti devono essere messi nelle condizioni di rispondere a richieste sempre più complesse”, ha confidato un rappresentante dell’ANC uscendo dalla Commissione. Terzo punto: la protezione del cittadino. Serve rafforzare i controlli e le responsabilità disciplinari.

Un settore sotto pressione tra fisco, crisi e innovazione digitale

L’atmosfera in Commissione era tesa ma positiva. La pandemia ha lasciato il segno anche sui commercialisti, alle prese con clienti in difficoltà economica e norme che cambiano quasi ogni mese. “Oggi fare il commercialista non significa più solo compilare bilanci o presentare dichiarazioni”, ha ricordato un delegato. La professione è sempre più centrale nell’economia del Paese. La riforma dovrà anche tenere conto della sfida dell’innovazione digitale: dal processo telematico alla gestione dei dati sensibili.

Verso l’approvazione della riforma: tempi e prossimi passaggi

Fonti parlamentari confermano che il lavoro in Commissione andrà avanti ancora per settimane. Il testo base dovrebbe essere pronto entro metà febbraio; il voto in Aula potrebbe arrivare prima della fine del trimestre. La riforma dell’ordinamento dei commercialisti è considerata una priorità dalla maggioranza, almeno secondo quanto hanno detto questa mattina deputati di vari schieramenti. Qualcuno parla di “riforma fondamentale per la competitività del Paese”, altri chiedono più approfondimenti sugli effetti concreti per i giovani laureati.

Voci dal territorio: aspettative e timori tra gli addetti ai lavori

Nelle sedi provinciali dell’ANC – da Torino a Palermo – la giornata è stata segnata da riunioni straordinarie e telefonate tra colleghi. In molti vogliono certezze sui nuovi criteri per iscriversi all’albo; altri si interrogano su come cambierà la vita quotidiana degli studi professionali, spesso piccoli o a conduzione familiare. “Non vogliamo una riforma calata dall’alto – dice un consulente romano – ma un testo costruito ascoltando chi vive questa realtà ogni giorno”. Insomma, c’è molta attesa: il settore aspetta risposte chiare su regole nuove, prospettive concrete e riconoscimento sociale.

Al termine dell’audizione – durata poco più di un’ora – la presidente della Commissione Giustizia ha assicurato un confronto “aperto e trasparente”. I lavori riprenderanno nei prossimi giorni; sul tavolo restano ancora diversi nodi decisivi per il futuro dei commercialisti italiani.

Luca Ippolito

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