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Riforma Ordinamento Professionale: Parlamento Accoglie le Proposte Chiave dell’Associazione Nazionale Commercialisti

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Luca Ippolito

Roma, 27 febbraio 2026. Negli ultimi giorni, la Commissione Giustizia ha dato il via libera a una serie di emendamenti che cambiano volto alla professione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Le proposte dell’Associazione Nazionale Commercialisti non sono rimaste lettera morta: molte sono state accolte, dopo un confronto intenso. Ora si passa ai fatti, con norme che puntano a rinnovare la professione, snellire le procedure e portare più trasparenza. Un cambiamento atteso da tempo, che prende forma proprio in questi giorni.

L’ANC fa sentire la sua voce

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha lavorato a fianco dei parlamentari per far approdare in Parlamento le sue richieste. Tra i punti chiave, la necessità di chiarire meglio i ruoli e le competenze, rinnovare la formazione continua e migliorare la gestione degli enti di categoria. Gli emendamenti riflettono queste esigenze, adattandole senza stravolgere la professione ma anzi preparando il terreno per un passo avanti necessario.

Si punta a introdurre strumenti più efficaci per garantire correttezza e efficienza, rafforzando al tempo stesso la responsabilità e la trasparenza degli organi decisionali dei collegi territoriali. Non manca poi l’apertura verso collaborazioni più strette con altri ordini professionali e il mondo accademico, con l’idea di migliorare la preparazione dei nuovi iscritti.

Formazione continua e organizzazione: cosa cambia

Tra le novità, un’attenzione particolare va alla formazione obbligatoria, ora più flessibile. I professionisti potranno contare su piattaforme digitali certificate e su corsi accreditati che spaziano da temi normativi a quelli tecnologici. Una risposta concreta ai cambiamenti rapidi che attraversano il mercato e alla crescente digitalizzazione delle pratiche fiscali e aziendali.

Sul fronte organizzativo, si rafforza il legame tra Dottori Commercialisti e Esperti Contabili. Consigli territoriali e nazionali avranno un ruolo più incisivo nel controllo e nell’indirizzo, con l’obiettivo di costruire un sistema più unito e reattivo alle richieste del lavoro.

L’intenzione è anche quella di snellire la burocrazia, velocizzando i tempi per il riconoscimento delle qualifiche e l’iscrizione agli albi. Un passo che dovrebbe alleggerire il lavoro quotidiano dei professionisti e migliorarne la competitività.

Più trasparenza e regole più rigide per la governance

La riforma mette in primo piano la governance degli ordini professionali. Gli emendamenti prevedono regole più severe per la composizione e il funzionamento degli organi di vertice, con meccanismi pensati per evitare conflitti di interesse e garantire una gestione trasparente.

Tra le novità, l’obbligo di pubblicare e rendicontare in modo dettagliato le decisioni e l’uso delle risorse, così da permettere agli iscritti e agli utenti di seguire da vicino l’attività degli ordini. Si vuole così favorire un controllo più efficace e una partecipazione più attiva alla vita associativa.

Inoltre, si introducono procedure interne di conciliazione e mediazione per risolvere rapidamente eventuali controversie tra iscritti o con i clienti, evitando così lunghi e costosi contenziosi.

Riforma in corso: cosa ci aspetta

Questa fase parlamentare è solo una tappa di un percorso più lungo, che nei prossimi mesi vedrà ulteriori aggiustamenti. Le novità rispondono ai cambiamenti del mondo economico e tecnologico, segnando la strada verso una professione più dinamica e al passo con i tempi.

Restano sul tavolo temi importanti come l’allineamento alle norme europee, la digitalizzazione dei servizi e l’ingresso di nuove competenze su temi emergenti come la sostenibilità e la gestione dei dati. La riforma vuole garantire che Commercialisti ed Esperti Contabili restino pilastri fondamentali per le imprese, dotati di strumenti aggiornati e di un’organizzazione moderna.

Nei prossimi mesi si discuterà anche di come accedere alla professione e di come strutturare la formazione universitaria e post-universitaria, per rispondere al meglio alle nuove esigenze del mercato.

Luca Ippolito

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