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Rimborsi spese nei modelli REDDITI SP e PF 2026: addio alla distinzione nel rigo RE15

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Sonia Rinaldi

La distinzione tra spese riaddebitate e oneri a carico? Sta per scomparire dal rigo RE15. A lanciare la notizia è una modifica destinata a far discutere, soprattutto tra contabili, consulenti e aziende. Fino a oggi, quel rigo ha imposto una separazione netta: da una parte le spese girate a terzi, dall’altra quelle sostenute direttamente dall’impresa. Ora, tutto cambia. Modelli fiscali e procedure di rendicontazione vanno rivisti, con un’attenzione particolare per evitare errori che potrebbero costare caro. Il terreno si fa scivoloso, e chi si occupa di numeri dovrà fare i conti con una nuova realtà.

Rigo RE15, che succede davvero?

Fino a oggi, il rigo RE15 era diviso in due: da una parte le spese che l’azienda passava a clienti o fornitori, dall’altra quelle che restavano sul suo conto. Questo permetteva di capire bene quanto costava davvero l’attività e di tenere tutto sotto controllo.

Ora invece la divisione sparisce, sostituita da un’unica voce che raggruppa tutto. Per le imprese significa riorganizzare i sistemi contabili e di reporting, mentre chi fa revisione dovrà cambiare metodo per controllare che tutto quadri. L’idea è semplificare, snellire la compilazione ed evitare errori legati a troppe categorie. Ma attenzione: la trasparenza rischia di calare, e per non sbagliare servirà una lettura più accurata dei dati.

Che impatto ha sulla contabilità e sulla fiscalità

Senza la distinzione, le aziende devono mettere tutte le spese sotto un unico cappello nel rigo RE15. Non si potrà più contare sui dettagli che mostrano chi alla fine ha pagato cosa.

Questo cambia parecchio la gestione pratica: i software contabili vanno aggiornati per non rischiare doppie registrazioni o dimenticanze. Dal punto di vista fiscale, il quadro diventa meno chiaro. La documentazione a supporto dovrà essere impeccabile per dimostrare la natura delle spese in caso di controlli.

Gli uffici amministrativi devono dunque preparare il personale e rivedere le procedure interne, per evitare errori e tenere sotto controllo flussi di cassa e rimborsi, interni ed esterni.

Le ragioni dietro la novità e cosa aspettarsi

Le autorità fiscali motivano la scelta con l’obiettivo di semplificare i modelli e rendere più uniforme la lettura dei dati tra le aziende. In sostanza, meno confusione e più facilità nel confronto.

Resta però da vedere come evolveranno le istruzioni per compilare il rigo RE15 e quali strumenti saranno messi a disposizione per mantenere un livello di dettaglio sufficiente nella gestione delle spese.

Questa riforma segna un passaggio da una struttura complessa a una più essenziale, ma che richiede un controllo più attento per evitare errori o sanzioni.

Il 2024 porta così una novità importante nel mondo fiscale: un modo nuovo di lavorare che chiede però più responsabilità a chi si occupa di compilazione e verifica. Sarà fondamentale seguire da vicino le prossime indicazioni per capire davvero come questa trasformazione inciderà sulla quotidianità delle imprese.

Sonia Rinaldi

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