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Salario minimo 9 euro l’ora, ecco le città d’Italia dove è legge

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Ilaria Macchi

Il salario minimo a 9 euro l’ora è finalmente diventato realtà, anche se non ovunque, ecco chi può avvantaggiarsene.

Trovare lavoro in Italia è certamente difficile ormai da tempo e un po’ in tutti i settori, chi è disoccupato se n’è sicuramente reso conto. Chi riesce a trovare una proposta interessante deve però spesso accontentarsi di un contratto a tempo determinato, che non consente di fare troppi progetti per il futuro, ma spesso anche di paghe che non sempre permettono di vivere in modo dignitoso.

Serve davvero un salario minimo in Italia? – Foto | Lamiapartitaiva.it

Tanti imprenditori fanno leva proprio sul bisogno di molte persone, ben sapendo come raramente finiranno per rifiutare non avendo altre prospettive. Una situazione simile vede certamente i lavoratori in posizione di svantaggio, è proprio per questo che da tempo si sta parlando della necessità di introdurre un salario minimo.

Il salario minimo è realtà

Ormai da tempo si parla nello scenario politico italiano della possibilità di introdurre un salario minimo a 9 euro l’ora, ritenuto un guadagno accettabile per poter sostenere il costo della vita attuale e non essere eccessivamente in difficoltà. A farsi promotore della misura è stato soprattutto il Pd, mentre la maggioranza ha sempre respinto questa idea, ritenendola una soluzione che non risolverebbe del tutto la crisi attuale.

Anzi, quando il centrosinistra sostiene con maggiore decisione il provvedimento in tanti fanno notare come sia stato al governo a lungo, ma nessuno di loro abbia mai fatto qualcosa di concreto in questo ambito. In attesa di capire se il quadro sia destinato a cambiare in tempi brevi a livello nazionale, qualcosa sembra comunque muoversi, a conferma di come in tanti lo ritengano importante in un periodo come quello che stiamo vivendo.

Tanti sostengono la necessità di paghe più dignitose in Italia – Foto | Lamiapartitaiva.it

Alcuni Comuni hanno così deciso di intervenire attraverso l’introduzione di una serie di regole che riguardano bandi e appalti, con l’obiettivo di garantire maggiori tutele a chi è impiegato dalle aziende che operano su concessione comunale.

Recentemente si è mosso in questa direzione il sindaco di Firenze Dario Nardella, ma ancora prima lo aveva fatto il Comune di Livorno, concedendo un salario minimo pari a 9 euro l’ora lordi per tutti i dipendenti del Comune come pure per quelli che lavorano in appalto comunale, condizione che dovrà essere rispettata anche in futuro. Sulla stessa stregua si sono mossi anche Pellezzano (provincia di Salerno) e Bacoli (Napoli).

Una situazione in divenire

Non è detto però che a livello nazionale la situazione non possa presto cambiare e non si arrivi a breve all’introduzione del salario minimo a 9 euro l’ora. Il premier Meloni e i suoi collaboratori hanno ribadito come non ritengano la misura così urgente, ma l’opposizione non sembra intenzionata ad arrendersi. In realtà, alcuni contratti collettivi previsti per alcune categorie prevedono una paga ben superiore, pur avendo questo un altro nome.

Al momento la legge stabilisce come sia necessario per le aziende dare ai lavoratori il diritto a uno stipendio sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Già questo dovrebbe essere sufficiente per gli imprenditori per comprendere come, nonostante le proprie difficoltà, questo sia importante.

 

 

Ilaria Macchi

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