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Scadenza imminente: scegli il consolidato fiscale nazionale entro il 31 ottobre

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Franco Sidoli

Milano, 21 giugno 2024 – Le società che vogliono aderire al regime del consolidato fiscale nazionale per il triennio 2025-2027 devono decidere entro il 31 ottobre 2025. La scelta va comunicata compilando il quadro OP del modello REDDITI 2025 SC. Questa scadenza riguarda tutte le imprese con l’esercizio fiscale che coincide con l’anno solare, un passaggio fondamentale per la pianificazione fiscale dei gruppi italiani.

Ultima chiamata: come e quando aderire al consolidato fiscale

Il 31 ottobre 2025 è la data da segnare in rosso per presentare il modello REDDITI 2025 SC e optare per il consolidato fiscale nazionale. La normativa, a partire dall’articolo 117 del TUIR, permette alle società di un gruppo di calcolare un’unica base imponibile, sommando i risultati fiscali di tutte le società coinvolte. In pratica, la società “consolidante” – spesso la capogruppo – deve compilare il quadro OP, elencando le società consolidate e fornendo tutte le informazioni richieste.

L’Agenzia delle Entrate, nelle sue istruzioni ufficiali, ricorda che questa scelta impegna le società per un periodo di tre anni. Solo alla fine di questo periodo si può rinnovare o rinunciare all’opzione. “Compilare correttamente il quadro OP è essenziale”, spiega un consulente fiscale milanese, “perché errori o dimenticanze possono mettere a rischio tutta l’adesione”.

Consolidato fiscale: i vantaggi e le responsabilità

Scegliere il consolidato fiscale nazionale porta diversi benefici. Prima di tutto, si possono compensare utili e perdite tra le società del gruppo, riducendo così il carico fiscale complessivo. Inoltre, la gestione degli adempimenti diventa più semplice, con un unico rapporto da tenere con l’amministrazione finanziaria. Ma non mancano gli impegni: la società consolidante risponde in solido per le imposte delle consolidate e deve assicurare una corretta tenuta dei documenti.

“Non è una decisione da prendere alla leggera”, ammette un responsabile amministrativo di una holding lombarda. “Serve valutare bene gli effetti economici e organizzativi”. Chi esce dal regime prima del tempo rischia sanzioni e perde i benefici fiscali ottenuti.

Il quadro OP: come compilarlo e cosa controllano

Compilare il quadro OP richiede molta attenzione. Vanno indicati i dati delle società coinvolte, la percentuale di partecipazione e la durata dell’opzione. L’Agenzia delle Entrate controlla i dati incrociandoli anche con strumenti digitali. “Negli ultimi anni abbiamo intensificato i controlli sulle opzioni di consolidato”, spiega un funzionario, “per evitare abusi o errori”.

Presentare il modello in ritardo o con informazioni incomplete può costare caro: sono previste multe e, nei casi più gravi, l’esclusione dal regime per tutto il triennio.

Le difficoltà segnalate dagli addetti ai lavori

Molte aziende si rivolgono a consulenti esterni per evitare errori. “Il rischio di sbagliare è reale”, confida una commercialista di Torino, “soprattutto con gruppi complessi o partecipazioni incrociate”. Alcuni professionisti sottolineano la difficoltà nell’interpretare le istruzioni ministeriali, soprattutto per il calcolo delle percentuali di partecipazione.

Le associazioni di categoria chiedono chiarimenti. “Le regole cambiano spesso”, osserva un rappresentante di Confindustria Piemonte, “e le imprese hanno bisogno di certezze per organizzarsi”.

Consolidato fiscale: cosa succede adesso

Con l’avvicinarsi del 31 ottobre 2025, cresce l’attenzione delle imprese interessate al consolidato fiscale nazionale. Gli esperti consigliano di iniziare subito i controlli interni e raccogliere la documentazione necessaria. Solo così si possono evitare errori e sfruttare al meglio i vantaggi della normativa.

Per maggiori dettagli, si rimanda alle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti che potrebbero arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo, il tema resta al centro dell’attenzione dei responsabili fiscali delle principali aziende italiane.

Franco Sidoli

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