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Siciliotti e Cuchel: Accise penalizzano i deboli, commercialisti chiave in economia di guerra

Published by
Luca Ippolito

Le accise? Una zavorra che schiaccia soprattutto chi sta peggio, denuncia Siciliotti, senza mezzi termini. In Italia, questa tassa non è un semplice dettaglio fiscale: è un peso reale che grava sulle spalle di chi già fatica. Famiglie con redditi bassi e piccole imprese si ritrovano a fronteggiare una pressione economica che si somma a un contesto già fragile. E mentre il costo dell’energia continua a salire senza sosta, il problema si fa sempre più urgente, quasi insostenibile.

Commercialisti in prima linea tra crisi e accise: la denuncia di Siciliotti

Roma, 2024 – In un momento segnato da una crisi globale che molti definiscono “economia di guerra”, il ruolo dei commercialisti diventa fondamentale. Sono loro a guidare le imprese tra numeri complicati, regole che cambiano continuamente e una pressione fiscale sempre più pesante. Non si limitano a fare i conti, ma aiutano le aziende a trovare strategie per restare in piedi.

Luigi Siciliotti, presidente dell’Associazione MO, non ha dubbi: le accise sono una “tassa regressiva”. Il suo ragionamento parte dall’impatto che questa ha sulla società. “Le accise colpiscono soprattutto le famiglie più fragili e le piccole imprese”, spiega. Il problema è che su carburanti ed energia si applica un costo fisso, che pesa di più su chi ha meno reddito.

Siciliotti sottolinea un punto chiave: le accise non fanno differenza tra chi consuma per necessità e chi lo fa per lusso. Il risultato è che chi ha meno risparmi finisce per pagare una fetta più grande del proprio reddito, aumentando così le disuguaglianze. Con i prezzi internazionali dell’energia in aumento, la questione non può più aspettare.

Commercialisti, il sostegno indispensabile alle imprese sotto pressione

In questa fase difficile, l’Associazione Nazionale Commercialisti , attraverso il suo portavoce Andrea Cuchel, mette in luce quanto sia cruciale il lavoro dei professionisti per aiutare le imprese a navigare tra le tasse sulle accise. Cuchel parla di commercialisti come “intermediari strategici”, capaci di tradurre norme complesse in azioni concrete e rapide, aiutando le aziende a contenere i costi e restare competitive.

Le imprese più colpite sono soprattutto le piccole e medie realtà che dipendono molto dall’energia: trasporti, manifattura, logistica. L’aumento delle accise si traduce subito in un rincaro dei prezzi, che riduce i margini e limita gli investimenti. I commercialisti, quindi, non sono solo controllori dei conti, ma veri e propri consiglieri finanziari che orientano le scelte aziendali.

ANC e MO chiedono di riflettere sul modo in cui si tassano le accise, suggerendo di trovare un sistema più giusto che scarichi meno peso sui soggetti più vulnerabili, senza però togliere risorse allo Stato. Serve un dialogo continuo con le istituzioni per intervenire in modo tempestivo e mirato.

Accise, un peso che incide sulle famiglie e sull’economia italiana

Le accise sono imposte indirette che colpiscono soprattutto i consumi di carburanti ed energia. Pensate per garantire entrate certe allo Stato, oggi rischiano però di aumentare le disuguaglianze sociali. Gli ultimi dati mostrano come un aumento generalizzato di queste tasse colpisca di più chi ha redditi medio-bassi, che dedicano una parte maggiore del proprio reddito a beni soggetti a queste imposte.

Il primo effetto si vede sulle famiglie con budget limitato per energia e trasporti, spese essenziali. Se poi si aggiungono i rincari internazionali, la situazione diventa ancora più difficile. Le accise creano così un circolo vizioso che penalizza chi ha meno margini di manovra, riduce i consumi e frena la ripresa economica.

Anche le aziende soffrono, in particolare quelle che operano in settori molto legati all’energia. L’aumento dei costi mette a rischio la competitività all’estero e la salvaguardia dei posti di lavoro. Gli esperti concordano: serve rivedere il sistema fiscale, tenendo conto sia delle entrate pubbliche sia della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile.

Il dibattito resta acceso, mentre le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati energetici continuano a mettere pressione sull’Italia. Oltre alle questioni tecniche legate alle accise, è urgente trovare un equilibrio che tuteli la tenuta sociale ed economica del Paese in un anno che si annuncia decisivo.

Luca Ippolito

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