In alcuni casi specifici, i pensionati possono godere di tasse ridotte. Le regole sono chiare e valgono soprattutto per IMU e TARI.
Il pagamento dell’IMU e della Tari può subire cospicue riduzioni per alcuni contribuenti. Il caso più interessante è quello di alcuni pensionati italiani. Sia il primo che il secondo tributo rientrano nell’imposta unica comunale o imposta municipale unica. L’IMU è il tassa sulla casa, a esclusione di quella principale, e la Tari è il tributo che si versa sui rifiuti. Una tassa che riguarda tutti i possessori a qualsiasi titolo di immobili o aree scoperte che sono atte a produrre rifiuti. Anche questi tributi godono però di eccezioni, con sconti ed esoneri dal loro pagamento.
I pensionati possono per esempio godere di alcune agevolazioni fiscali. Nello specifico, anche se sempre riguardo a case possedute in Italia, i pensionati italiani residenti all’estero possono beneficiare di tasse ridotte. Non si tratta di esonero totale dal versamento, ma di una riduzione.
In pratica la Tari e l’IMU sono tasse ridotte per i pensionati che vivono all’estero, ma solo in determinati Paesi. Questo perché, per poter far valere gli sconti, l’Italia deve aver stretto una convenzione con gli Stati in cui risiedono i pensionati italiani.
Nel 2020 i pensionati anche se residenti all’estero hanno dovuto versare l’IMU al Comune dove era situato il loro immobile. Dopo il 2020, invece, sono stati agevolati con uno sconto del 50% per gli anni a venire. Tale sconto è giustificabile per il semplice fatto che la casa in Italia non è abitata. In questo senso anche la Tari è ridotta (con uno sconto fino ai due terzi).
I pensionati che risiedono all’estero ma hanno casa in Italia pagano dunque la metà dell’IMU che avrebbero dovuto versare normalmente. Lo sconto, come anticipato, vale anche per la Tari. Queste tasse ridotte si applicano però, come anticipato, solo se il pensionato italiano è andato a vivere all’estero in un Paese che ha stretto una convenzione bilaterale con l’Italia o appartiene alla UE.
Quindi, chi si trasferisce in un Paese diverso da quelli convenzionati, non può ottenere sconti sull’IMU e la Tari, ma dovrà pagare i tributi per intero. I Paesi in cui si gode di sconto sono tutti quelli dell’UE, San Marino, Vaticano, Svizzera, Bosnia, Serbia, Kosovo, Macedonia, Liechtenstein, Principato di Monaco. E ancora: Montenegro, Regno Unito, Norvegia, Turchia, Islanda. E poi fuori dall’Europa: Argentina, Australia, Brasile, Canada, USA, Tunisia, Uruguay e Venezuela.
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