Roma, 3 gennaio 2026 – Dal primo gennaio sono entrate in vigore nuove disposizioni che cambiano la gestione dei rifiuti speciali pericolosi anche per chi, pur non essendo un’impresa, produce materiali a rischio nell’attività professionale. Parliamo di liberi professionisti come dentisti, medici e veterinari. Una svolta che, secondo il ministero dell’Ambiente, mira a stringere i controlli lungo tutta la filiera di raccolta e smaltimento.
La normativa, uscita sulla Gazzetta Ufficiale a metà dicembre, chiarisce che il nuovo sistema riguarda anche i produttori di rifiuti speciali pericolosi al di fuori del classico contesto aziendale. Il riferimento principale è a studi medici, dentistici e ambulatori veterinari: luoghi dove ogni settimana si generano scarti potenzialmente dannosi per la salute pubblica e l’ambiente. “Non stiamo parlando solo di aziende o industrie”, ha spiegato un funzionario del ministero. “La tracciabilità deve valere anche negli studi professionali”.
Ora anche i liberi professionisti dovranno rispettare regole più severe per il conferimento, la custodia temporanea e la consegna dei rifiuti a chi è autorizzato. Il registro di carico e scarico – finora previsto solo per imprese più grandi – diventa obbligatorio anche per chi lavora in proprio. Il motivo? Assicurarsi che nessun passaggio sfugga ai controlli e che ogni quantità sia tracciata dalla produzione allo smaltimento finale. Le norme chiedono che ogni movimento venga annotato con dettagli su quantità, tipo e data di consegna.
La novità ha suscitato qualche preoccupazione tra le categorie coinvolte. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, ha evidenziato che “gli studi piccoli dovranno investire tempo e risorse extra per adeguarsi”. Anche i rappresentanti dei dentisti hanno chiesto chiarimenti su come mettere in pratica le nuove regole. Ma dal ministero spiegano che la riforma nasce dai numeri: solo a Roma si producono circa 350 tonnellate all’anno di rifiuti sanitari pericolosi da soggetti non imprenditoriali, dati Arpa Lazio alla mano.
“Fino a oggi”, osserva Laura Belli, responsabile ambiente della Città Metropolitana, “una buona parte di questi rifiuti rischiava di finire fuori dai canali autorizzati”. Il nuovo sistema introduce controlli più severi e multe progressive in caso di mancato rispetto delle regole. Chi non si adegua rischia sanzioni tra 2.000 e 15.000 euro: cifre che possono pesare molto sui piccoli studi.
Parlando di rifiuti speciali pericolosi, si intendono sostanze come farmaci scaduti, aghi usati o materiali contaminati da sangue o altri fluidi organici. Ogni tipo segue una sua classificazione ed è separato dai rifiuti domestici comuni. “Il vero problema è la sicurezza”, dice il dottor Andrea Caruso, medico di base a Monteverde. “Spesso abbiamo a che fare con pazienti fragili. Smaltire bene i nostri scarti non è solo burocrazia, ma responsabilità civile”.
Nei primi giorni dell’anno non sono mancate segnalazioni da parte degli Ordini professionali locali. A Milano, nella sede di via Lanzone, alcuni veterinari hanno chiesto un incontro con le autorità sanitarie regionali per chiarimenti. A Napoli un gruppo di odontoiatri ha avviato un confronto con le aziende dello smaltimento per aggiornare i contratti in corso. “Serve una fase transitoria”, spiega Paola Venturini dell’Ordine dei Medici della Campania. “Le novità sono tante e rischiano di creare problemi soprattutto nei piccoli centri”.
Gli esperti sono convinti che questa nuova disciplina porterà nel medio termine a una tutela migliore della salute pubblica. La maggiore tracciabilità dovrebbe far calare abbandoni e smaltimenti irregolari, ancora frequenti in alcune zone del Paese. Intanto proseguiranno nei prossimi mesi gli incontri tra istituzioni e categorie: il Ministero ha già fissato una serie di tavoli tecnici entro fine febbraio.
Per ora c’è una certezza: la gestione dei rifiuti speciali pericolosi diventa più rigida anche fuori dalle imprese tradizionali. Un cambio importante che coinvolge direttamente decine di migliaia tra medici, dentisti e veterinari in tutta Italia.
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