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Ultima chiamata: iscrizione al RENTRI per produttori di rifiuti speciali pericolosi entro il 13 febbraio 2026

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Franco Sidoli

Roma, 3 gennaio 2026 – Dal primo gennaio sono entrate in vigore nuove disposizioni che cambiano la gestione dei rifiuti speciali pericolosi anche per chi, pur non essendo un’impresa, produce materiali a rischio nell’attività professionale. Parliamo di liberi professionisti come dentisti, medici e veterinari. Una svolta che, secondo il ministero dell’Ambiente, mira a stringere i controlli lungo tutta la filiera di raccolta e smaltimento.

Nuove regole per chi produce rifiuti fuori dalle imprese

La normativa, uscita sulla Gazzetta Ufficiale a metà dicembre, chiarisce che il nuovo sistema riguarda anche i produttori di rifiuti speciali pericolosi al di fuori del classico contesto aziendale. Il riferimento principale è a studi medici, dentistici e ambulatori veterinari: luoghi dove ogni settimana si generano scarti potenzialmente dannosi per la salute pubblica e l’ambiente. “Non stiamo parlando solo di aziende o industrie”, ha spiegato un funzionario del ministero. “La tracciabilità deve valere anche negli studi professionali”.

Come cambiano le regole per i professionisti

Ora anche i liberi professionisti dovranno rispettare regole più severe per il conferimento, la custodia temporanea e la consegna dei rifiuti a chi è autorizzato. Il registro di carico e scarico – finora previsto solo per imprese più grandi – diventa obbligatorio anche per chi lavora in proprio. Il motivo? Assicurarsi che nessun passaggio sfugga ai controlli e che ogni quantità sia tracciata dalla produzione allo smaltimento finale. Le norme chiedono che ogni movimento venga annotato con dettagli su quantità, tipo e data di consegna.

Perché la stretta riguarda anche medici e veterinari

La novità ha suscitato qualche preoccupazione tra le categorie coinvolte. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, ha evidenziato che “gli studi piccoli dovranno investire tempo e risorse extra per adeguarsi”. Anche i rappresentanti dei dentisti hanno chiesto chiarimenti su come mettere in pratica le nuove regole. Ma dal ministero spiegano che la riforma nasce dai numeri: solo a Roma si producono circa 350 tonnellate all’anno di rifiuti sanitari pericolosi da soggetti non imprenditoriali, dati Arpa Lazio alla mano.

Più controlli e multe salate in caso di violazioni

“Fino a oggi”, osserva Laura Belli, responsabile ambiente della Città Metropolitana, “una buona parte di questi rifiuti rischiava di finire fuori dai canali autorizzati”. Il nuovo sistema introduce controlli più severi e multe progressive in caso di mancato rispetto delle regole. Chi non si adegua rischia sanzioni tra 2.000 e 15.000 euro: cifre che possono pesare molto sui piccoli studi.

Rifiuti speciali pericolosi: cosa sono davvero

Parlando di rifiuti speciali pericolosi, si intendono sostanze come farmaci scaduti, aghi usati o materiali contaminati da sangue o altri fluidi organici. Ogni tipo segue una sua classificazione ed è separato dai rifiuti domestici comuni. “Il vero problema è la sicurezza”, dice il dottor Andrea Caruso, medico di base a Monteverde. “Spesso abbiamo a che fare con pazienti fragili. Smaltire bene i nostri scarti non è solo burocrazia, ma responsabilità civile”.

Dalle regioni arrivano dubbi e richieste di aiuto

Nei primi giorni dell’anno non sono mancate segnalazioni da parte degli Ordini professionali locali. A Milano, nella sede di via Lanzone, alcuni veterinari hanno chiesto un incontro con le autorità sanitarie regionali per chiarimenti. A Napoli un gruppo di odontoiatri ha avviato un confronto con le aziende dello smaltimento per aggiornare i contratti in corso. “Serve una fase transitoria”, spiega Paola Venturini dell’Ordine dei Medici della Campania. “Le novità sono tante e rischiano di creare problemi soprattutto nei piccoli centri”.

Un cambiamento destinato a restare

Gli esperti sono convinti che questa nuova disciplina porterà nel medio termine a una tutela migliore della salute pubblica. La maggiore tracciabilità dovrebbe far calare abbandoni e smaltimenti irregolari, ancora frequenti in alcune zone del Paese. Intanto proseguiranno nei prossimi mesi gli incontri tra istituzioni e categorie: il Ministero ha già fissato una serie di tavoli tecnici entro fine febbraio.

Per ora c’è una certezza: la gestione dei rifiuti speciali pericolosi diventa più rigida anche fuori dalle imprese tradizionali. Un cambio importante che coinvolge direttamente decine di migliaia tra medici, dentisti e veterinari in tutta Italia.

Franco Sidoli

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