Affrancamento Cripto-Attività: Scadenza 1° Dicembre e Regole Fiscali da Conoscere

Sonia Rinaldi

30 Novembre 2025

Roma, 30 novembre 2025 – Il nuovo regime previsto dalla **legge di bilancio 2025** sarà riservato solo a chi non ha commesso irregolarità sul fronte del **monitoraggio fiscale**. A chiarirlo, nelle ultime ore, sono state fonti del Ministero dell’Economia. Un dettaglio che ha tolto qualche dubbio a commercialisti e addetti ai lavori dopo la presentazione del testo in Parlamento.

## **Monitoraggio fiscale: i paletti della legge di bilancio**

Dalla bozza della **legge di bilancio** emerge che i benefici del nuovo regime – come sconti sulle sanzioni e semplificazioni per mettere in regola alcune posizioni – non saranno accessibili a chi, negli anni interessati, ha violato le regole sul monitoraggio dei capitali all’estero. Parliamo degli obblighi di dichiarazione relativi ad attività e investimenti fuori Italia, previsti dall’articolo 4 del Decreto-legge 167/1990.

Dietro questa scelta, spiegano dal Ministero, c’è la volontà di spingere verso una maggiore trasparenza nei movimenti finanziari internazionali. “L’accesso a questi vantaggi è riservato solo a chi ha rispettato le regole sul monitoraggio”, sottolinea un funzionario del Tesoro. E avverte: restano esclusi sia chi ha omesso di dichiarare sia chi ha fornito dati incompleti o falsi.

## **Requisiti chiari e controlli severi**

Per poter beneficiare del nuovo regime, sarà fondamentale dimostrare di essere in regola con il **monitoraggio fiscale** negli anni coperti dalla sanatoria. Questo vuol dire che errori o omissioni nel quadro RW della dichiarazione dei redditi – il modulo dedicato alle attività estere – rappresenteranno un ostacolo serio. Toccherà all’Agenzia delle Entrate verificare il rispetto di queste condizioni, incrociando le informazioni già raccolte grazie agli scambi automatici tra Stati.

I controlli non saranno solo sulla carta. “Analizzeremo con attenzione sia i dati già in nostro possesso sia quelli che potrebbero emergere da segnalazioni future”, spiega una fonte interna all’Agenzia. Chi ha provato a nascondere capitali o investimenti oltre confine rischia quindi di perdere ogni beneficio e finire sotto sanzioni più dure.

## **La voce dei professionisti**

La questione non è passata inosservata tra gli esperti. Diverse associazioni, tra cui l’Ordine dei commercialisti di Roma, hanno chiesto chiarimenti al Governo. Alcuni professionisti hanno segnalato come il criterio possa creare dubbi soprattutto in caso di errori piccoli o involontari. “Aspettiamo una circolare che spieghi quali situazioni bloccheranno davvero l’accesso”, dice Paolo Grassi, tributarista romano. Insomma, si attendono indicazioni precise dall’Amministrazione finanziaria per evitare fraintendimenti nei mesi a venire.

Finora dai lavori parlamentari emerge una linea netta: niente ulteriori possibilità per chi ha eluso gli obblighi sul monitoraggio internazionale. Una scelta pensata per tutelare l’equità fiscale.

## **Chi sarà escluso?**

Secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, la misura dovrebbe ridurre il numero di contribuenti che potranno accedere ai benefici. Nel 2023 oltre 30 mila persone sono state infatti segnalate per omissioni o errori nel monitoraggio dei capitali esteri. Solo chi è stato impeccabile potrà usufruire delle nuove norme varate con la **legge di bilancio 2025**.

Non essendoci ancora numeri ufficiali sull’impatto reale, gli esperti prevedono una selezione piuttosto severa. “Chi si è messo in regola spontaneamente negli ultimi anni potrà approfittare delle nuove regole; gli altri resteranno esclusi”, commenta un dirigente del Ministero dell’Economia.

## **Cosa succede ora**

Il testo della legge arriverà in Aula alla Camera nei prossimi giorni e potrebbe essere soggetto a ulteriori aggiustamenti tecnici. Per gennaio 2026 è attesa una circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo gli operatori fiscali aspettano con attenzione: serve capire se le esclusioni saranno rigide o se ci sarà spazio per valutazioni caso per caso.

“Serve chiarezza e tempi rapidi”, ribadisce Grassi. Perché spesso sono proprio i dettagli a decidere chi potrà sfruttare davvero il regime agevolato e chi no. E questa volta – avverte chi segue da vicino la vicenda – non ci saranno scorciatoie per chi ha trasgredito le regole sul monitoraggio fiscale.

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