Roma, 15 maggio 2026. L’Associazione Nazionale Commercialisti ha deciso di non restare in silenzio davanti alla bozza di circolare pubblicata dall’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un documento che prova a fare chiarezza sulla composizione negoziata della crisi d’impresa, un meccanismo pensato per affrontare le difficoltà aziendali in modo più rapido e flessibile. Nel dibattito che si è aperto, l’ANC ha inviato il suo parere, segnando un passo importante in una discussione destinata a toccare da vicino professionisti e imprese.
Un codice nato per evitare fallimenti e tutelare imprese e creditori
Il codice della crisi d’impresa è stato introdotto per mettere ordine nelle situazioni di difficoltà economica delle aziende. Dal 2026, è obbligatorio uniformare le procedure, puntando a strumenti più preventivi che possano evitare insolvenze e fallimenti, proteggendo così creditori, imprese e posti di lavoro. La composizione negoziata della crisi è una tappa fondamentale: consente all’imprenditore di dialogare con banche e creditori per trovare accordi che scongiurino il fallimento formale.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate prova a mettere un po’ di chiarezza su come applicare queste norme, spiegando principi e procedure da seguire. È un passaggio molto atteso da chi lavora nel settore, dai consulenti agli enti coinvolti. Il documento è ancora una bozza, che sarà perfezionata grazie anche al confronto con chi, come l’ANC, ha partecipato alla consultazione.
ANC: una voce concreta dal mondo dei professionisti
L’Associazione Nazionale Commercialisti ha risposto subito alla consultazione dell’Agenzia, portando sul tavolo le esigenze di chi ogni giorno si confronta con una normativa complessa. Il contributo dell’ANC contiene osservazioni pratiche, segnala criticità e chiede chiarimenti su alcuni aspetti ancora poco chiari. L’obiettivo è semplice: avere regole più stabili, comprensibili e coerenti.
Il ruolo dell’ANC è strategico: i commercialisti sono spesso al fianco delle imprese in crisi e quindi è fondamentale che le norme siano interpretate in modo chiaro e condiviso. Il dialogo con l’Agenzia apre la strada a un confronto utile, dove l’esperienza sul campo può trasformarsi in indicazioni precise e concrete per tutti.
Cosa c’è nella bozza della circolare: punti chiave e procedure
La bozza dell’Agenzia tocca diversi temi centrali del codice della crisi d’impresa. Si parla di quando e come aprire la composizione negoziata, delle modalità per presentare la domanda, dei requisiti per accedere alle procedure e delle tutele previste per garantire certezze a tutti i soggetti coinvolti. Vengono chiariti i casi in cui è possibile applicare lo strumento e stabilite le regole per il coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria.
Uno degli aspetti più delicati riguarda i tempi: l’efficacia della composizione negoziata dipende dalla rapidità con cui si interviene. La circolare spiega anche il ruolo degli organi di controllo interno, dei professionisti che assistono l’imprenditore e come deve avvenire la comunicazione con le autorità competenti.
Che impatto avranno le nuove regole su imprese, creditori e professionisti
L’obiettivo finale, con l’adozione della circolare e del codice della crisi d’impresa, è gestire meglio le crisi aziendali, evitando lunghe cause e limitando i danni all’economia e al mercato del lavoro. Le imprese avranno indicazioni più chiare su come muoversi nei momenti difficili. I creditori potranno contare su procedure più trasparenti e garanzie maggiori. I professionisti, in particolare commercialisti e consulenti, potranno applicare le regole in modo più uniforme, riducendo dubbi e possibili contenziosi.
Il quadro normativo più definito e i chiarimenti dell’Agenzia offrono strumenti concreti per tutti gli attori coinvolti. L’ANC, portando la voce dei professionisti, contribuisce a migliorare la tutela degli interessi e delle responsabilità nelle fasi delicate della composizione della crisi.
Ancora una volta Roma si conferma al centro di un confronto istituzionale importante, capace di indirizzare in modo pratico le politiche economiche e professionali del Paese. La consultazione pubblica, aperta a diversi soggetti, rappresenta un passo avanti verso procedure più efficaci e adatte alle reali esigenze del mondo imprenditoriale.
