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ANC presenta osservazioni e proposte sul nuovo decreto legislativo del testo unico sulle imposte sui redditi

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Luca Ippolito

Il 12 maggio 2026, a Roma, la Commissione Finanze della Camera ha aperto il confronto sul nuovo schema di decreto legislativo che mira a mettere insieme tutte le norme sulle imposte sui redditi in un solo testo. Non è passato inosservato il prontissimo intervento dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ha sollevato critiche precise e avanzato proposte concrete per correggere e migliorare il progetto. Il dibattito è acceso, e in molti si aspettano che le osservazioni dei professionisti pesino sulla versione finale del testo.

ANC: troppe complicazioni e poca chiarezza

L’ANC ha messo in evidenza diversi aspetti critici del progetto di decreto legislativo AG 398. In cima alla lista c’è la complessità di alcune norme, che rischiano di appesantire il lavoro sia dei contribuenti che dei professionisti. Serve una semplificazione reale, ma anche definizioni più chiare, soprattutto per quanto riguarda come si calcola il reddito imponibile e come si fanno le dichiarazioni fiscali.

Un altro punto su cui l’associazione insiste è la necessità di uniformare le interpretazioni delle regole, per evitare che in diverse zone del paese si dia un’interpretazione diversa, fonte di confusione e contenziosi. Tra le proposte spicca anche un maggiore ricorso alla digitalizzazione, per alleggerire gli adempimenti fiscali, ridurre i tempi e facilitare il lavoro dei commercialisti.

Come migliorare il sistema fiscale secondo i commercialisti

Le soluzioni suggerite dall’ANC vanno in più direzioni. Prima di tutto, si chiede di mettere a punto strumenti normativi che diano più certezze, in modo da ridurre i casi in cui l’amministrazione finanziaria interpreta le regole in modo diverso. Tra le idee c’è quella di rafforzare le procedure di consultazione preventiva e di favorire un dialogo continuo tra fisco e professionisti.

Altro tema importante è la revisione dei criteri di tassazione per alcune categorie di reddito, per renderli più aderenti alla realtà economica delle imprese. L’ANC propone anche agevolazioni mirate per stimolare investimenti e crescita, con l’obiettivo di dare una spinta all’economia nazionale.

Infine, si punta a migliorare le norme su controlli e sanzioni, trovando un equilibrio tra rigore e tutela dei diritti dei contribuenti. L’idea è di adottare strumenti che incentivino la compliance spontanea, riducendo così i contenziosi tributari.

Il cammino del decreto e cosa aspettarsi nel 2026

L’esame in Commissione Finanze è una tappa fondamentale per portare avanti la riforma del testo unico sulle imposte sui redditi. I lavori si concentreranno sull’analisi delle osservazioni per definire le modifiche necessarie.

Nelle prossime settimane sono previste audizioni con rappresentanti del mondo fiscale, delle imprese e di altre associazioni professionali. L’obiettivo è coinvolgere più voci possibile per trovare un accordo che superi le criticità emerse.

Il decreto dovrebbe essere approvato entro fine 2026, aprendo la strada a una revisione complessiva della disciplina fiscale, più razionale e accessibile. L’attenzione sarà alta anche sulla fase di attuazione, per assicurare una transizione senza intoppi e una applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale.

Luca Ippolito

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