Categories: News

Riforma Ordinamenti Professionali: Via Libera della Commissione Giustizia del Senato con il Sostegno delle Associazioni

Published by
Luca Ippolito

Il 1° luglio 2026, nella sala della Commissione Giustizia del Senato, l’atmosfera era tesa ma decisa. Quel giorno è stato approvato il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali, un via libera tutt’altro che scontato. Dietro quel sì, si nascondeva un confronto serrato con le associazioni di categoria, che hanno fatto sentire forte la loro voce. Tra discussioni accese e compromessi faticosi, si è tracciata una strada nuova per le professioni italiane. Un passo avanti che non cancella le sfide, ma apre la porta a cambiamenti concreti.

Perché serve una riforma degli ordinamenti professionali

Il mercato del lavoro e l’economia sono cambiati, ma le vecchie regole sugli ordinamenti professionali non sono più al passo. Serve un aggiornamento che risponda alle esigenze di trasparenza, flessibilità e tutela sia per chi esercita le professioni, sia per chi ne usufruisce. La legge delega punta a fissare linee guida più chiare su accesso, formazione continua e deontologia in ogni settore regolamentato. La riforma nasce anche dal dialogo con le associazioni, da tempo impegnate a segnalare problemi e proporre soluzioni per migliorare qualità e competitività. L’obiettivo è snellire la burocrazia, rafforzare i controlli sulla formazione e aggiornare i codici deontologici. Si vuole mettere ordine in un sistema finora frammentato e poco coordinato.

Le associazioni e le richieste accolte dalla commissione

Nei mesi di lavoro sul testo, le rappresentanze delle professioni hanno chiesto una normativa che tenga conto delle specificità, senza appiattire tutto su regole troppo rigide. Molte associazioni hanno chiesto garanzie per la libertà di esercizio, tutelando competenze e rispetto dell’etica. Tra le richieste accolte c’è stata una revisione delle modalità di iscrizione agli albi e degli obblighi formativi. Proposte precedenti rischiavano di chiudere troppo le porte o di imporre oneri eccessivi, ma la commissione ha trovato un equilibrio tra disciplina e diritto a svolgere la professione. Altro tema caldo è stata la trasparenza sui fondi e la gestione degli ordini, con controlli più stringenti e obbligatori. Questi aspetti riflettono le principali richieste di autonomia e controllo interno degli enti professionali.

Cosa cambia per i professionisti nel 2026

La riforma appena approvata dalla Commissione Giustizia avrà un impatto concreto sul lavoro di migliaia di professionisti in tutta Italia. Cambieranno le procedure di iscrizione, che dovranno adeguarsi ai nuovi criteri, e saranno rafforzati gli obblighi di formazione continua. L’intento è alzare ulteriormente il livello di preparazione e aggiornamento delle categorie interessate. Nelle prossime settimane è prevista la calendarizzazione per la seconda lettura in Aula, dove il testo potrà essere modificato ancora. Intanto, ordini e associazioni dovranno aggiornare i propri regolamenti per allinearsi alle nuove norme. Imprese e clienti potranno contare su servizi più chiari e standardizzati. Il sistema delle professioni regolamentate si prepara a cambiare pelle, con un modello più uniforme e attento alla tutela degli utenti e all’efficienza.

Il cammino della riforma e le prossime tappe

Il via libera della Commissione Giustizia è solo una tappa di un percorso legislativo ancora aperto. Dopo questa prima lettura, il disegno di legge delega passerà in Aula per il secondo e definitivo voto. È probabile che emergano ulteriori modifiche, frutto del confronto tra maggioranza e opposizione. Solo con l’approvazione definitiva si potrà dare il via all’applicazione concreta delle norme, che saranno poi dettagliate da decreti attuativi e regolamenti specifici. Questo avvierà una fase di adeguamento per ordini, enti e professionisti. Resta da tenere d’occhio soprattutto la tempistica dei decreti, che fisseranno i criteri di formazione e vigilanza. Nei prossimi mesi gli attori del settore seguiranno con attenzione, perché la riforma mantenga il giusto equilibrio ed eviti sovrapposizioni o contraddizioni con le norme esistenti. Il dialogo tra istituzioni sarà decisivo per il successo dell’intera operazione.

Luca Ippolito

Recent Posts

Calo dei tassi a lungo termine: attesa per Fed ed elezioni di midterm scuote i mercati USA

Quando i repubblicani rischiano di perdere la maggioranza sia alla Camera che al Senato, i…

9 ore ago

Passaggio dal regime di vantaggio al forfetario: cosa sapere sugli acconti d’imposta nel primo anno

Quando si apre una nuova attività, il primo incontro con il fisco può diventare un…

9 ore ago

Nuove linee guida CNDCEC per la stima degli indennizzi nelle concessioni demaniali marittime: guida completa e modello valutativo

Serve chiarezza, hanno detto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili .…

13 ore ago

Tax Credit Acquisto Imballaggi Riciclati: Come Utilizzarlo in Compensazione nel 2024

Il 72% dei professionisti economico-giuridici dichiara di sentirsi spesso disorientato di fronte ai continui cambiamenti…

13 ore ago

Composizione negoziata: obbligo esperto e scadenza relazione finale chiariti

«Non c’è accordo? Serve comunque un esperto». È questa la realtà, spesso sottovalutata, quando si…

15 ore ago

Tax Credit Potenziamento Sale Cinematografiche: Scadenza Domande Prorogata

Ogni giorno, migliaia di professionisti tra numeri e norme si confrontano con cambiamenti continui. Le…

1 giorno ago