ANC risponde al diniego del patrocinio CNDCEC: tutela e futuro della categoria commercialisti

Luca Ippolito

8 Agosto 2026

«Non ci sarà patrocinio da parte del CNDCEC». Così si chiude una porta che molti professionisti si aspettavano aperta. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha detto no agli eventi promossi dall’Associazione Nazionale Commercialisti, una decisione che scuote un settore già sotto pressione. Dietro questo rifiuto, motivazioni precise e non banali, ma anche una risposta forte dall’ANC, che non si è fatta attendere: una lettera aperta per difendere il valore di quegli incontri, cruciali per la formazione di chi opera ogni giorno nel mondo della consulenza e della contabilità.

CNDCEC: perché è stato negato il patrocinio

Nelle ultime settimane il Consiglio Nazionale ha comunicato ufficialmente il diniego, suscitando dubbi e qualche malumore tra chi lavora nel campo. Dal CNDCEC fanno sapere che la decisione nasce dalla necessità di mantenere chiara la linea tra le attività promosse dagli enti riconosciuti ufficialmente e quelle organizzate da associazioni esterne. Il principio alla base è quello della trasparenza e dell’uniformità nell’informazione, elementi ritenuti fondamentali per salvaguardare la reputazione e la professionalità della categoria.

Il divieto di patrocinio vuole quindi evitare rischi di conflitti d’interesse e tutelare l’immagine pubblica dei commercialisti. Inoltre, il Consiglio ha espresso perplessità anche sul contenuto e sulle modalità con cui si svolgono gli incontri ANC. Pur riconoscendo la qualità degli interventi, si è messa in dubbio la loro coerenza con le linee guida ufficiali sulla formazione continua. Il problema non è la sostanza, ma la mancanza di una certificazione formale che convalidi queste iniziative. Di fatto, gli eventi restano fuori dai canali istituzionali riconosciuti.

La risposta dell’ANC: una lettera aperta per non abbassare la voce

Non si è fatta attendere la replica dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ha scelto la via della lettera aperta per parlare direttamente ai propri iscritti e all’intera categoria. Il 24 giugno 2026 a Roma è stata diffusa una comunicazione chiara e decisa, che sottolinea il valore strategico degli eventi ANC come momenti indispensabili di confronto, aggiornamento e formazione.

Nella lettera si mette l’accento sull’impegno costante dell’ANC nel promuovere un dialogo aperto e di qualità con i professionisti su tutto il territorio nazionale. Vengono elencati i temi affrontati, che vanno dall’evoluzione delle normative alle nuove opportunità in ambito consulenziale e gestionale. L’Associazione insiste sull’importanza di mantenere vive queste iniziative perché rispondono a un bisogno reale della categoria e aiutano a migliorare competenze e competitività.

ANC invita inoltre il CNDCEC a rivedere la sua posizione, aprendo un confronto costruttivo per evitare una frattura tra due realtà fondamentali per i commercialisti italiani. La lettera chiede trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di tutelare al meglio gli interessi di tutti i professionisti coinvolti.

Cosa cambia per i commercialisti e quali prospettive

La decisione del Consiglio Nazionale ha acceso un dibattito acceso tra i professionisti, spingendo molti a riflettere sul ruolo degli organismi di rappresentanza e sulla formazione nel settore. Gli eventi ANC hanno sempre avuto successo per la qualità dei relatori e la capacità di coinvolgere esperti di primo piano. Senza il patrocinio ufficiale, però, rischiano di perdere visibilità e forse anche partecipanti.

Non mancano le preoccupazioni sulle conseguenze pratiche di questa scelta. Diversi osservatori sottolineano che una collaborazione più stretta tra gli enti di rappresentanza potrebbe facilitare l’accesso a strumenti formativi sempre più necessari per affrontare i continui cambiamenti normativi e tecnici. Al contrario, un atteggiamento troppo rigido potrebbe creare divisioni e indebolire l’intero comparto.

Nei prossimi giorni si attendono incontri tra le parti, con l’obiettivo di trovare un’intesa e tornare a lavorare insieme. La pronta reazione dell’ANC dimostra la volontà di andare avanti e di puntare alla crescita professionale dei commercialisti, nonostante le difficoltà. La situazione resta in evoluzione: sarà importante seguire da vicino i prossimi sviluppi per capire come si muoverà la categoria.

Change privacy settings
×