Economia

Banche, c’è un problema sui soldi depositati

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Lorena Campovisano

Segnale allarmante da parte delle banche: addio alti tassi di interesse sui soldi depositati dai risparmiatori. Ecco cosa sta succedendo.

Tempi duri per chi deposita il proprio denaro presso un istituto di credito. La tendenza delle banche è quella di allontanare i propri clienti adottando una politica che vede prestiti molto più bassi rispetto ai soldi collocati dai risparmiatori. Nessun aumento dei tassi di interesse nell’attesa che la Banca Centrale Europea dia il via ai tagli.

Banche, cattive notizie sui soldi risparmiati (lamiapartitaiva.it)

Al fine di accrescere i loro guadagni e tenere alta la differenza tra bilancio attivo e passivo, gli istituti vogliono far sì che i risparmiatori non ricevano gli effetti degli alti tassi d’interesse della BCE. A gennaio 2024, in Italia, il tasso medio sui depositi è salito di 4 punti base rispetto all’autunno dello scorso anno. Il che equivale all’1,0%. La strategia è quella di evitare la crescita dei tassi di interesse in attesa dell’estate, quando la BCE darà inizio alla riduzione, e nel frattempo tenere per sé il massimo dei profitti.

Banche, niente più tassi di interesse sui soldi depositati: come cambiano le cose per i clienti

Chi oggi decide di depositare il denaro in banca deve sapere che il quadro offerto non è per nulla invitante. Soprattutto se la somma in questione non è alta sarà molto difficile che il risparmiatore riceva un utile del 2% o più durante l’arco temporale di un anno. Sarà quindi portato a dirottare verso banche commerciali che hanno meno liquidità.

Risparmi, il segnale allarmante delle banche (lamiapartitaiva.it)

Per far sì che il tasso di interesse sia almeno sopra lo zero, è necessario che la cifra depositata sia piuttosto alta. Nelle banche sistemiche, infatti, il tasso di interesse viene elargito solo se si superano i 60.000 euro. Nel caso di saldi meno cospicui, il più delle volte non c’è nessun profitto.

Se si aggiunge poi che un considerevole numero di banche attualmente prevedono che il cliente versi mensilmente una somma di denaro per usufruire della tenuta del conto, si arriva alla conclusione che il ricavo finale non c’è.

Come suggerisce Gianluigi De Marchi de Il Sole 24 Ore, una possibile soluzione ad una situazione così paradossale è quella di aprire un conto da 3 mesi a 5 anni che assicuri un interesse. Le banche più disponibili in tal senso sono quelle virtuali perché agevolate da spese di struttura più contenute. Con un vincolo di 6 mesi si può ricevere circa il 2,5% annuo netto e se si parla di 3 anni, si può salire al 3,25%. Se si decide di percorrere questa strada, tuttavia, è bene valutare le condizioni.

In primis, quelle di svincolabilità del deposito: in caso di urgente bisogno di denaro, le clausole previste per il rimborso possono essere pesanti, come l’azzeramento degli interessi. De Marchi sottolinea poi l’importanza della durata del vincolo. Optando per una durata lunga, si riceve un buon guadagno nell’immediato, ma se il costo del denaro dovesse aumentare il vincolo perderebbe di senso.

Lorena Campovisano

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