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Banco BPM denuncia Unicredit: accusa di “killer acquisition” sul mercato bancario

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Lamiapartitaiva

Banco BPM ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato prima della fine dell’anno scorso. Tale denuncia mette in luce come l’offerta di scambio proposta da Unicredit venga vista come una strategia volta a eliminare un concorrente scomodo sul mercato. Questo episodio si inserisce in un contesto di forte dinamismo nel settore bancario, caratterizzato da acquisizioni e operazioni finanziarie significative, tra cui l’OPA su Anima e l’acquisto del 5% di Monte dei Paschi di Siena .

Le motivazioni dietro l’esposto di Banco BPM

L’accusa di Banco BPM si fonda su un’analisi approfondita delle recenti attività di Unicredit, che mirerebbe a consolidare la propria posizione attraverso operazioni strategiche, considerate inadeguate dalla banca denunciatrice. Le fonti finanziarie confermano che l’operazione di Unicredit non è vista come una semplice espansione ma piuttosto come un tentativo mirato a ridurre la concorrenza. Questo approccio viene definito “killer acquisition”, un termine giuridico che indica un’acquisizione finalizzata a colpire un concorrente.

Le implicazioni di questa strategia vanno oltre il semplice gioco di potere tra banche. Il processo di concentramento del mercato potrebbe limitare le opzioni per i consumatori, influenzando le condizioni offerte e riducendo la concorrenza. La tensione si amplifica in un clima dove ogni mossa deve essere valutata attentamente, con particolare attenzione alle normative anti-trust e alle possibili ripercussioni sui consumatori.

Le richieste del Banco alla Consob

Oltre all’esposto all’Antitrust, Banco BPM ha anche presentato una segnalazione alla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa . In questo documento, la banca ha chiesto il blocco dell’offerta di Unicredit, definita come strumentale a imbrigliare la propria operatività mediante la cosiddetta “passivity rule”. Questa regola, che impedisce alle società bersaglio di difendersi con azioni strategiche di opposizione contro offerte ostili, è vista da Banco BPM come un ostacolo dannoso in un contesto tanto competitivo.

La richiesta di blocco alla Consob può risultare come una mossa preventiva, e il suo esito potrebbe influenzare in maniera significativa lo sviluppo delle trattative tra le due banche. La reazione delle autorità sarà cruciale per determinare come si muoverà il mercato e quali saranno le future dinamiche tra i principali istituti di credito italiani.

Implicazioni per il mercato bancario

Se le autorità dovessero accogliere le richieste di Banco BPM, le conseguenze si sentirebbero da un lato nelle strategie di Unicredit e dall’altro nella stabilità del mercato bancario europeo. La possibilità di limitare l’acquisizione e le manovre di Unicredit potrebbe rivelarsi un fattore determinante per il futuro delle alleanze e delle competizioni nel sistema finanziario italiano.

Le tensioni tra queste due istituzioni non riguardano solo il singolo caso di Unicredit, ma pongono interrogativi più ampi riguardo alle pratiche di acquisizione nel settore bancario. In un contesto dove i giganti del credito cercano di rafforzarsi, le autorità dovranno vigilare affinché non si creino situazioni in cui il potere di mercato di un singolo attore comprometta l’equilibrio e la sana competizione nel settore.

La questione sollevata da Banco BPM rappresenta solo uno dei molti nodi che il panorama bancario italiano dovrà affrontare nei prossimi mesi, in un’epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti e necessità di adeguamenti strategici e normativi.

Lamiapartitaiva

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