Una recente sentenza potrebbe aiutare molti consumatori che si trovano in difficoltà con le bollette. Scopriamo di cosa si tratta.
Negli ultimi anni si è registrato una notevole incremento delle tariffe delle bollette elettriche e del gas. Le cause, come ben sappiamo, sono legate alla crisi post covid-19, allo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e all’aumento del tasso di inflazione.
Ma oggi vogliamo parlare della possibilità di ottenere un aiuto in bolletta grazie ad una recente sentenza.
In base a quanto stabilito dalla AGCOM, il consumatore non può essere identificato con l’homo economicus vigile e analitico. Per questo motivo il compito delle aziende che forniscono i loro servizio esprimere in maniera trasparente tutti i costi.
Il consumatore infatti ha diritto ad avere un’idea ben precisa dei costi presenti in bolletta. La leggibilità dunque non deve essere resa difficoltosa nella fatturazione. Ma a quanto pare la Telecom non ha rispettato queste regole, per questo motivo la Corte di Cassazione si è espressa accusando l’azienda di telefonia di operare in contrasto con i generali principi di correttezza e buona fede contrattuale.
Tutto è iniziato quando l’Associazione movimento consumatori ha deciso di agire in giudizio nei confronti della Telecom, a causa della presenza di servizio offerti in abbinamento ai contratti di telefonia fissa e delle clausole volte a stabilire la cadenza periodica. La Corte territoriale si è espressa e ha deciso che «la variazione adottata incideva negativamente in modo apprezzabile sulle possibilità di adeguata valutazione del corrispettivo richiesto e sulla possibilità di sua comparazione, integrando una pratica commerciale scorretta contraria alla diligenza professionale vincolante il somministrante e lesiva dei diritti dei consumatori».
Ma questo non è il primo caso nel settore della telefonia italiana infatti già in passato la Corte di Cassazione si era espressa su Fastweb, Tim Wind Tre Vodafone. In tale occasione la Cassazione aveva giudicato inammissibile il ricorso di Fastweb per eccesso di potere contro la sentenza del Consiglio di Stato, sempre relativa alla fatturazione a quattro settimane.
Inoltre, era anche stata confermata la multa dell’AGCOM di 1,16 miliardi di euro per non avere rispettato le norme sulle cadenze mensili del rinnovo delle offerte.
Questa situazione potrebbe sicuramente essere un vantaggio per numerosi clienti, che si sono trovati in difficoltà a causa di fatture difficili da leggere emesse a 28 giorni. Il comportamento di Telecom per le autorità non era conforme alla sentenza emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo la quale l’obbligo di fatturazione mensile non lei dei diritti dei consumatori e gli interessi degli operatori di servizi di telefonia.
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