Economia

Bonus anziani: quali sono gli aiuti attivi per le famiglie che si prendono cura dei parenti in là con gli anni

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Claudia Savanelli

Il governo ha previsto del bonus per aiutare le famiglie che hanno a carico familiari anziani. Ecco quali sono gli aiuti attivi.

I bonus e le agevolazioni per le persone anziani sono degli incentivi economici erogati per limitare il carico delle spese, in modo che non pesino troppo su pensione e risparmi.

Bonus per la cura degli anziani (lamiapartitaiva.it)

I bonus si possono chiedere sia se la persona ha necessità di un aiuto esterno (come di una colf, infermiera o badante) sia se ha necessità di un aiuto in casa. I richiedenti devono rispettare alcuni requisiti come l’età anagrafica e il bonus può essere utilizzato per aiutare le persone non autosufficienti ad affrontare la vita quotidiana.

Aiuti per la cura degli anziani: ecco i bonus e le agevolazioni per le famiglie attivi nel 2023

Il governo ha erogato diversi sussidi in questi ultimi anni con lo scopo di aiutare le famiglie ad affrontare le spese che riguardano soprattutto badanti e assistenza sanitaria. Si tratta di situazioni difficili da gestire non solo economicamente ma anche emotivamente.

Aiuti alle famiglie con i bonus anziani (lamiapartitaiva.it)

Attualmente sono diversi i bonus e le agevolazioni nel 2023. Il primo è il bonus badante riconosciuto ed erogato da CassaColf ai datori di lavoro, ovvero alle famiglie che ne hanno un familiare non autosufficiente.

In realtà, si tratta di un rimborso spese per il costo del lavoratore domestico dal valore di 300 euro al mese per 12 mesi, per assistere una persona non autosufficiente. Cioè deve trovarsi nell’impossibilità di compiere da sola le azioni di vita quotidiana, come lavarsi, vestirsi, andare in bagno, ecc. 

Per ogni attività svolta sarà valutato uno stato di autonomia che sarà segnato su un questionario; questo che dovrà essere allegato alla domanda per ottenere il bonus da inviare a CassaColf. Se concessa, il bonus sarà attivo dal mese successivo alla richiesta. Ricordiamo però che potrà essere richiesto solo una volta.

Esiste anche un altro rimborso: è quello che si ottiene inserendo le spese sostenute per l’assistente familiare nella dichiarazione dei redditi. Si tratta della detrazione del 19% sulle spese entro il limite di 2.100 euro. Il rimborso non può essere superiore a 399 euro.

Tuttavia, potranno fruire di questa opzione solo i contribuenti con un reddito inferiore a 40mila euro e se il familiare non è autosufficiente.

Un’altra possibilità di aiuto per le famiglie è l’assegno di accompagnamento agli invalidi civili. Spetta a prescindere dal reddito, però bisogna rispettare i seguenti requisiti:

  • riduzione totale della capacità lavorativa;
  • riconoscimento della non autosufficienza;
  • cittadinanza italiana;
  • residenza stabile e abituale in Italia.

La domanda deve essere presentata all’INPS allegando la certificazione di disabilità e se verrà accolta i beneficiari riceveranno un assegno mensile pari a 527,16 euro per 12 mensilità. Il valore dell’assegno è al netto perché non è tassato.

Attenzione: in caso di ricovero presso una struttura, l’accompagnamento sarà sospeso perché le cure saranno a carico dello Stato.

Infine, a prescindere dall’autosufficienza della persona da assistere c’è l’ultimo aiuto per le famiglie: la deduzione dei contributi con il limite di 1.549,37 euro all’anno.

Claudia Savanelli

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