Bonus Mamme 2025: Scade il 31 Gennaio 2026 l’Ultimo Termine per le Domande Integrative

Luca Ippolito

28 Gennaio 2026

Roma, 28 gennaio 2026 – Mancano pochi giorni, il 31 gennaio 2026 è l’ultimo giorno utile per presentare la domanda integrativa sulle principali misure di sostegno per imprese e lavoratori. Una scadenza che riguarda migliaia di realtà, chiamate a completare la documentazione presso gli enti competenti, per non perdere i benefici previsti dalle norme più recenti. Dai primi orari del mattino, negli uffici di Patronati e Caf in tutta Italia si registrano lunghe file e richieste di chiarimenti. Operatori e utenti sono impegnati a districarsi tra procedure spesso complesse e lente.

Domanda integrativa: scadenza e novità dal 31 gennaio

La scadenza del 31 gennaio è un punto fermo per chi ha già avviato la richiesta di sostegno ma deve aggiungere informazioni o correggere errori nelle domande già inviate. Il Ministero del Lavoro ha chiarito che questa fase riguarda sia le aziende sia i lavoratori autonomi interessati dai principali strumenti di aiuto messi in campo negli ultimi mesi. In pratica, spiega il Ministero, “non saranno ammesse integrazioni oltre quella data, salvo casi davvero eccezionali”. Una stretta che molti consulenti vedono come necessaria per accelerare i pagamenti.

La procedura si svolge online, attraverso i portali di INPS e Agenzia delle Entrate, e richiede l’accesso con credenziali digitali e la compilazione di moduli precisi. Nei centri di assistenza fiscale si lavora solo su appuntamento: “Abbiamo raddoppiato i turni”, racconta Francesca, responsabile di un Caf a Tiburtina, “ma il flusso resta continuo. Le domande sono tante, soprattutto da parte dei piccoli imprenditori”.

Chi deve agire e quali sono i rischi

Il termine riguarda soprattutto chi ha già presentato una domanda nei tempi previsti ma è stato chiamato dagli enti a fornire documenti mancanti o correggere errori emersi durante i controlli. “Abbiamo ricevuto molte segnalazioni dagli uffici”, spiega Giorgio Marini, consulente del lavoro a Milano. “Spesso sono dettagli anagrafici, dichiarazioni bancarie non corrette o allegati da integrare”. Solo chi rispetterà il termine del 31 gennaio potrà accedere alla erogazione dei fondi o mantenere le agevolazioni già concesse.

Il rischio principale? La perdita dei benefici. “Dopo il termine”, avverte Marini, “la pratica viene chiusa d’ufficio”. Un problema serio per chi aspetta da mesi contributi o regolarizzazioni. Tra i casi più delicati ci sono piccole aziende agricole o artigiane che faticano a destreggiarsi tra documenti cartacei e procedure digitali.

Le istruzioni e gli ultimi aggiornamenti

Con l’avvicinarsi della scadenza, le amministrazioni hanno diffuso note operative aggiornate: l’INPS ha pubblicato una guida chiara su come caricare allegati o completare le dichiarazioni. L’Agenzia delle Entrate ha attivato una sezione FAQ sul suo sito con le risposte alle domande più comuni. Nelle grandi città – Roma, Milano, Napoli – gli sportelli restano aperti anche la sera per gestire l’aumento delle richieste.

I sindacati chiedono al governo di “semplificare ancora” le procedure digitali. Ma dal Ministero fanno sapere che “non ci saranno proroghe”. Il tempo stringe e molti esperti consigliano di muoversi subito: “Meglio controllare ora se la domanda è completa”, suggerisce Roberta Guidi, commercialista a Bologna.

Dopo il 31 gennaio: cosa succede

Dal primo febbraio saranno escluse tutte le domande incomplete. Solo chi ha inviato per tempo la documentazione integrativa potrà andare avanti con l’istruttoria finale e ricevere i pagamenti nei tempi stabiliti. Il Ministero stima oltre 300 mila pratiche in gioco; molte riguardano sussidi residui legati al Covid e crediti d’imposta per imprese colpite dalle perdite degli ultimi due anni.

Non mancano utenti che cercano di accelerare rivolgendosi direttamente agli sportelli territoriali: “Mi hanno detto di portare tutto entro mercoledì”, racconta Luigi, titolare di una piccola impresa a Cinecittà. In alcuni uffici si distribuiscono numeri già alle otto del mattino per gestire la folla.

Ultimi consigli per chi non ha ancora completato

Gli operatori raccomandano di controllare subito lo stato della propria domanda attraverso i portali ufficiali o con l’aiuto dei consulenti fiscali. Se si incontrano problemi tecnici si può segnalare entro il termine indicato dagli enti competenti. Il Ministero ribadisce: niente proroghe. Solo allora sarà chiaro quante pratiche resteranno escluse dalla fase finale di pagamento.

Un passaggio tecnico ma fondamentale per migliaia di famiglie e imprese in attesa di risposte dalla pubblica amministrazione. Chi perderà questa finestra rischia mesi di attesa o addirittura l’esclusione definitiva dai contributi previsti.

Change privacy settings
×